Il rinnovo contrattuale nella PA, il terzo in 4 anni, porterà circa 162 euro di aumento medio in busta paga. L’intesa firmata all’Aran riguarda 204.590 impiegati di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’accordo - sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Flp, Confsal Unsa e Confintesa - si riferisce al triennio 2025/2027 e farà crescere del 5,4% il complesso delle buste paga. La firma avviene nel corso del triennio di riferimento: novità positiva perché in linea con i tempi contrattuali e con un riflesso favorevole sul recupero degli arretrati. Questo adeguamento segue quello di aprile che ha sbloccato gli aumenti contrattuali per 1,2 milioni di lavoratori della scuola e dell’università.

Gli aumenti previsti dal contratto 2025/2027

Gli incrementi di stipendio previsti dalla bozza di accordo sottoscritta all’Aran vanno da un minimo di 126 a un massimo di 221 euro. La quota più bassa, 126 euro riguarda la fascia degli “operatori”. Per gli “assistenti” l’aumento è di 133 euro. Il personale con ruoli di “funzionario” percepirà 162 euro, mentre per il personale di fascia più alta l’aumento sarà di 221 euro.

«È un segnale concreto che la Pubblica amministrazione può funzionare in modo moderno ed efficiente, rispettando le regole e i tempi che essa stessa si è data» ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, commentando il risultato raggiunto. «Restituire potere d’acquisto ai dipendenti pubblici e farlo in tempi certi non è solo una questione economica - ha detto ancora il ministro - è un atto di rispetto verso chi ogni giorno lavora per i cittadini e per lo Stato».

Le novità in bozza

Sindacati ed Aran hanno deciso di fare ricorso a una verifica congiunta dell’andamento delle retribuzioni in relazione all’andamento dell’inflazione. La prima sarà a luglio 2027. Sul piano economico c’è il riconoscimento dell’indennità di turno nei giorni di ferie. Aumenta il numero dei permessi per gli screen sanitari specialistici. Azzerato il gap nel calcolo delle ferie per i primi tre anni di assunzione, introdotto nel 2022, che prevedeva due giorni in meno all'anno per i neo assunti.

Le regole in materia di utilizzo dell’IA

Non c'è solo l'aumento in busta paga. Il contratto nell’impiego pubblico affronta infatti anche la questione relativa all’utilizzo, sul posto di lavoro, dell’intelligenza artificiale. L'impiego dell'IA deve essere sicuro, responsabile e trasparente. Introduce regole per non lasciare l’utilizzo delle nuove tecnologie all’iniziativa individuale. Il contratto prevede infatti che «l’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale non può dare luogo a decisioni esclusivamente automatizzate» che «producano effetti giuridici» né che «incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un appropriato e congruo intervento umano». Dirigenti e «titolari dei poteri decisionali» sono responsabili dell’organizzazione del lavoro e del controllo anche sotto questo particolare e delicato aspetto.