Frecciarossa Torino-Reggio Calabria, i passeggeri: «Ci voleva il coronavirus per vederne uno»

Il convoglio passerà anche da Lamezia Terme. Il ministro De Micheli: «Collegata tutta l'Italia peninsulare». Entusiasmo tra gli utenti in partenza da Torino: «Lo aspettavamo da una vita»

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di Redazione
3 giugno 2020
09:54
Frecciarossa (foto da Trenitalia)
Frecciarossa (foto da Trenitalia)

Il primo Frecciarossa che collegherà in modo diretto Torino e Reggio Calabria è partito stamattina alle 8 in punto dalla stazione Porta Nuova del capoluogo piemontese.

Con il via libera allo spostamento tra regioni è dunque stata avviata anche la tratta del nuovo treno veloce che collegherà tutta l'Italia peninsulare. Qualcuno l'ha già ribattezzato la «Freccia della 'nduja». In totale occorrono circa 11 ore (10.50) di viaggio per collegare le due città.

Le reazioni

«Oggi il primo viaggio Torino-Reggio Calabria. Abbiamo creato un collegamento ferroviario che connette tutta l'Italia peninsulare. Muoversi in treno su lunghe distanze e con mezzi ecologici nei centri urbani. Questa è l'Italia che immagino per il futuro», ha detto la ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli.

 

«Non è concepibile che il Frecciarossa solo adesso possa arrivare a Lamezia Terme, lo aspettavamo da una vita, ci voleva il virus per sbloccare la situazione». Così una passeggera del treno che stamattina è partito dalla stazione di Torino diretto in Calabria. Il primo dopo la riapertura delle regioni.

«Mi trovo qui a Torino perché ho accompagnato mia sorella in ospedale - aggiunge - in Calabria la sanità non funziona come dovrebbe, i medici non sono certo tutti eroi. Adesso per fortuna mia sorella sta bene, lo staff del Mauriziano ha fatto un ottimo lavoro e per questo li ringrazio». Prima di accedere alle carrozze, i passeggeri devono passare due controlli: prima la misurazione della temperatura, quindi il controllo dei biglietti. I posti sul treno sono esauriti, anche se la capienza è stata ridotta del 50 per cento per assicurare le distanze di sicurezza.

 

«Era ora - dice un passeggero siciliano diretto a Messina - questo è un momento particolare, quasi emozionante. Per arrivare a casa impiegherò dieci ore, ma l'importante ora è tornare». Poco distante una ragazza di Reggio Calabria trascina il trolley avvicinandosi ai controlli. «Sono felice, dovevo tornare a Pasqua, ma poi tutto è stato annullato. Penso sia stato giusto aspettare prima di riaprire i collegamenti con le altre regioni, purtroppo la situazione è stata gestita male all'inizio. Ora voglio solo rivedere i miei genitori».

Per una coetanea diretta a Palermo il viaggio sarà un po' più lungo. «Ho prenotato una settimana fa, dopo due voli annullati ho deciso per il treno. Finalmente rivedo la mia famiglia e pazienza che impiegherò più tempo». Facce sorridenti anche sul treno ad alta velocità delle 8.40 diretto a Napoli. Alla partenza sono 90 i passeggeri a bordo.

 

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