In circa duecento hanno manifestato davanti la sede del colosso dell’energia in contrada Gagliardi. Cgil, Cisl, Uil e Ugl: «Tentano di scaricare gli effetti dell'introduzione dell'intelligenza artificiale sui lavoratori»
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Trasferimenti forzati di centinaia di chilometri, talvolta addirittura fuori dalla propria regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro: sono queste le proposte - considerate inaccettabili da lavoratori e sindacati - avanzate dalle aziende subentranti negli appalti delle commesse back-office e quality di Enel che vedono coinvolti circa 7.000 lavoratrici e lavoratori, operanti in regime di appalto in una decina di aziende, che gestiscono la clientela di Enel, Enel X ed E-distribuzione in numerose province italiane, tra cui le tre calabresi di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. E Proprio in riva allo Stretto questa mattina centinaia di dipendenti, che da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela, hanno manifestato sostenuti dalle Segreterie nazionali e locali dei vari sindacati. Fischietti in bocca, bandiere, striscioni eloquenti, e slogan gridati a squarciagola danno la plastica rappresentazione del disagio e della preoccupazione di tante madri e tanti padri a cui verrà chiesto di trasferirsi anche fuori regione per poter continuare a svolgere il proprio lavoro.
All’unisono Tiberio La Camera (Slc Cgil) Maurizio Nobile (Fistel Cisl) Giuseppe Cantarella (Uilcom Uil) e Giancarlo Lamonica (Ugl Telecomunicazioni) spiegano che a dieci anni dalla promulgazione della Legge 11/2016, una norma di civiltà rafforzata dalla regolamentazione prevista dal CCNL delle Telecomunicazioni, Enel sta minando alle fondamenta un impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40.000 addetti, in oltre 400 cambi di appalto gestiti.
Insomma la protesta è solo all’inizio e intende impedire che si dia avvio ad una serie di «licenziamenti mascherati» che consentirebbero al gigante nazionale dell'energia, che non è una società solo privata ma produce fatturati miliardari, di scaricare gli effetti dell'introduzione dell'intelligenza artificiale sui subappalti, e in questo caso soprattutto sui lavoratori.
Proprio per questo, sottolineano i sindacalisti La Camera, Nobile, Cantarella e Lamonica, le iniziative di oggi – oltre ai presidi locali in varie province, le segreterie nazionali hanno messo in piedi un presidio simbolico unitario a Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel - rappresentano solo l'inizio del percorso di mobilitazione, «qualora Enel non riveda immediatamente le previsioni dei bandi di gara, che non garantiscono la territorialità nei cambi di appalto».


