Sono 246 le opere incompiute in Italia e servono 1,1 miliardi per completarle. Lo dice la ricerca realizzata dal Centro studi Enti locali. I numeri sono in calo del 7,5% ma non ovunque. La maggior parte sono localizzate al Sud e nelle Isole dove si trovano 157 cantieri non ancora chiusi. Sono pari al 63,8% del totale nazionale e con un fabbisogno stimato di 578 milioni. Nel Centro Italia le incompiute sono 44, mentre al Nord se ne contano 40.

Particolare il caso delle amministrazioni centrali: solo cinque opere risultano sospese ma con un impatto economico enorme, oltre 407 milioni, il 38,1% del fabbisogno complessivo. A livello regionale, la Sicilia e la Puglia guidano la classifica con 35 incompiute ciascuna. Seguono la Sardegna e il Lazio con 30 e la Lombardia con 17. La Sicilia detiene il primato per oneri di ultimazione, 143,7 milioni, mentre la Puglia è al primo posto per valore complessivo degli interventi, 204,7 milioni. Nonostante la flessione generale, in nove regioni i cantieri fermi sono aumentati: succede, tra le altre, in Lazio, Lombardia, Abruzzo, Basilicata ed Emilia-Romagna. Quindici cantieri sono aperti da più di 8 anni. E in undici casi i lavori non sono stati neppure avviati. Restano irrisolte le cause tipiche delle opere incompiute: mancanza di fondi, problemi tecnici, fallimenti delle imprese appaltatrici e scarsa volontà di completamento da parte delle stazioni appaltanti. La “Città dello Sport” di Tor Vergata, emblema del fenomeno, continua a essere l'opera incompiuta più costosa d'Italia.