Tempi più lunghi per definire al meglio, sul piano tecnico-giuridico e normativo, le questioni di merito sollevate dalla Corte dei conti. Il decreto infrastrutture slitta di qualche giorno per «approfondimenti necessari su Ponte e balneari». Il vicepremier Matteo Salvini ha smentito che il rinvio della discussione in Consiglio dei ministri sia legato a contrasti tra Lega e FdI sulle nomine dei supercommissari per i cantieri e la portualità. «Andiamo avanti con il Ponte sullo Stretto. Nel decreto legge sulle infrastrutture - ha detto Salvini a margine di un convegno sul turismo organizzato dalla Lega in Senato - ci saranno le ottemperanze a tutte le richieste della Corte dei conti che vogliamo mettere per norma per andare avanti con il Ponte».

Il vicepremier Matteo Salvini (foto: media ministero delle Infrastrutture)

Il vicepremier ha chiarito che l’intervento normativo è fondamentale per garantire che l’iter dell’opera proceda senza altri stop di natura burocratica o giuridica. Sulla opportunità di prende tempo per approfondire tutte le questioni si è espresso anche l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci. «Il decreto legge - ha detto Ciucci - conterrà chiarimenti procedurali per la riattivazione dei procedimenti riguardanti la delibera Cipess e il decreto interministeriale relativo al III Atto aggiuntivo alla Convenzione. Il tutto al fine di conformarsi alle motivazioni della magistratura contabile». Il governo punta ad ottenere il visto di registrazione pieno dalla Corte dei conti i cui ultimi rilievi hanno invece evidenziato forti criticità sia in termini di copertura finanziaria sia di conformità alle norme vigenti. La partita da 13,5 miliardi di euro, tutti a carico dello Stato, è ancora aperta e si gioca su due tavoli. L’Italia dovrà infatti convincere anche Bruxelles e per questo una delegazione composta dai tecnici dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia ha incontrato i funzionari Ue che curano le procedure relative alla direttiva Habitat per dirimere le questioni relative ai vincoli ambientali. Un primo passaggio formale cui seguirà l’approfondimento richiesto sulla natura del contratto, sui costi dell’opera e delle tariffe di attraversamento su cui è arrivato lo stop della Commissione. I cantieri dovranno aspettare. Le risorse ci sono tutte e in manovra finanziaria il governo ha ricollocato i primi 780 milioni di euro destinati all’avvio dei cantieri, mettendoli in conto al bilancio 2033.