Via libera della Commissione europea al programma pluriennale di investimenti in progetti su fonti di energia rinnovabile. Rientrano tutti nel cosiddetto decreto Fer X che prevede 23 miliardi di finanziamenti. Il pacchetto copre interventi su progetti di nuova costruzione, rifacimento integrale e parziale e potenziamento di impianti già esistenti. Si potrà intervenire su apparati eolici, fotovoltaici, idroelettrici e impianti di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione.

Maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili

Il programma di investimenti ha la finalità di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. Il decreto promuove l'efficacia, l'efficienza e la sostenibilità dei progetti in misura adeguata al perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2030. Progetti in linea con gli obiettivi di sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico nazionale.

Progetti per creare 37 gigawatt di potenza

L’obiettivo è quello di arrivare a produrre 37 gigawatt di energia da fonti rinnovabili. Previsto l’accesso diretto agli incentivi per gli impianti fino a 1 Mw di potenza, il prezzo di esercizio sarà fissato amministrativamente dall’Arera. Per gli impianti di potenza superiore a 1 Mw è prevista la partecipazione ad aste indette periodicamente secondo i principi stabiliti dai nuovi regolamenti Ue sull’industria a zero emissioni di gas serra.

I bonus energia per i produttori

Gli aiuti saranno concessi sotto forma di contratti bidirezionali per differenza della durata di 20 anni che prevedono un bonus per ogni kWh di elettricità prodotta e immessa in rete. A gestire la richiesta degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che si occupa anche dell’approvvigionamento e della vendita dell'energia, per impianti fino a 200 kW, tramite una tariffa omnicomprensiva.

Pichetto Fratin: «Una scelta strategica per il futuro del Paese»

Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin «il via libera della Commissione Europea» consentirà di «rafforzare l’autonomia energetica del Paese, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire la continuità al meccanismo transitorio entrato in vigore nel 2025». L’Italia punta al 40% di produzione energetica da fonti rinnovabili entro i prossimi 5 anni.

Il piano Ue per tagliare le bollette

L'Unione europea sta lavorando al nuovo regolamento energetico atteso entro luglio. Bruxelles, per quanto è dato sapere, per contenere i costi in bolletta sarebbe intenzionata, tra le altre cose, a raccomandare ai Paesi membri di tassare l'elettricità «in modo più favorevole del gas naturale». La Commissione nei giorni scorsi aveva indicato tra le possibili misure l'utilizzo di quote dei fondi di Coesione.