Sono poco più di un milione le domande di adesione alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali presentate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il 30 aprile scadrà il termine per la definizione agevolata che consente ai contribuenti di concordare un piano di rientro senza sanzioni e senza interessi di mora, ma con un minimo di interessi, il 3% annuo, sulle rate da pagare. A pochi giorni dallo stop, il numero delle richieste è arrivato a toccare il 15% dei carichi tributari attesi. In questa tornata l’Erario conta di recuperare circa 10 miliardi. Il credito vantato dallo Stato per la tipologia di debiti da riscuotere in questa tornata ammonta a 393 miliardi.

Quali debiti possono essere sanati

Possono essere sanati i debiti affidati in riscossione dall’1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 che derivano dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali (Irpef e Iva) e dai controlli sulle dichiarazioni, dall’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’Inps, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento, e le sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada.

Rottamazione estesa anche ai decaduti

Sono ammessi anche i contribuenti già decaduti dalle precedenti tre rottamazioni, dal “saldo e stralcio” e dalla rottamazione quater (e relativa riammissione), ma solo se riferiti alle stesse tipologie di debiti. Sono invece esclusi i debiti diversi da queste categorie, compresi quelli degli enti locali e delle Regioni.

I pagamenti, rateizzazione o unica soluzione

I pagamenti potranno essere effettuati in un’unica rata o fino ad un massimo di 54 rate bimestrali dell’importo minimo di 100 euro, con interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026. Le domande potranno essere presentate fino al prossimo 30 aprile. Entro il 30 giugno l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’accettazione della domanda indicando gli importi. La scadenza della prima o unica rata è fissata al 31 luglio 2026. Si perde il diritto alla definizione agevolata in caso di mancato o parziale versamento di quanto dovuto della prima e unica rata, oppure di due rate, anche non consecutive.

Cinque rottamazioni in dieci anni

Cinque tentativi in dieci anni. Il primo nel 2016 dell'esecutivo guidato da Matteo Renzi. Con il tempo di debito si è ingrossato. A marzo 2025, tra tasse, tributi locali, contributi previdenziali ed altri oneri dovuti allo Stato, l’Agenzia delle Entrate vantava complessivamente crediti per 1.287 miliardi. A quella data le cartelle esattoriali inevase sono 175 milioni per mancati pagamenti fin dall’anno 2000. I contribuenti in difetto sono quasi 22 milioni, il 90% dei quali, circa 18 milioni, sono persone fisiche.

Il Governo targato Giorgia Meloni ci riprova anche quest’anno. Nel 2022 con la rottamazione quater erano stati recuperati 12 miliardi e 237 milioni. Dovevano essere riscossi 22 miliardi e 902 milioni, è stato incassato solo il 49%.