Il ministero pesca tra concorsi e graduatorie ad esaurimento. La distribuzione dei posti avverrà con sei diverse procedure di reclutamento: 5 giorni di tempo per accettare la sede o si perde il diritto al ruolo
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Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato le procedure per l'immissione in ruolo di oltre 46.000 nuovi docenti per l’anno scolastico 2026/2027, con l'obiettivo di stabilizzare gli organici e ridurre le supplenze. La distribuzione delle cattedre evidenzia un forte divario geografico, poiché quasi il 60% dei posti è concentrato nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, a fronte di una disponibilità molto ridotta nel Mezzogiorno.
Per la Calabria sono state autorizzate 1.234 immissioni in ruolo. Pochi posti, molti aspiranti: mentre la maggior parte delle cattedre vacanti si concentra al Nord (la sola Lombardia ha 12.129 posti, quasi dieci volte quelli calabresi), una quota significativa di chi aspira all'insegnamento risiede proprio in regioni come la nostra.
Nonostante il numero contenuto di posti, l'Ufficio scolastico regionale disporrà di strumenti per ottimizzare le assunzioni. Il primo è quello delle redistribuzioni. Se alcune graduatorie dovessero esaurirsi, l'Usr potrà spostare i posti rimasti liberi tra diverse classi di concorso, purché si rimanga entro il limite dei 1.234 posti assegnati.
Sostegno e "mini call veloce"
I docenti calabresi inseriti nella prima fascia Gps sostegno avranno la possibilità di occupare i posti residui nella propria provincia. Se dovessero restare posti vacanti in altre zone d'Italia, i docenti calabresi potrebbero decidere di partecipare alla "mini call veloce" (tra il 14 e il 18 agosto) per ottenere un ruolo fuori regione.
Sei procedure per salire in cattedra
Il reclutamento si articola in sei diverse procedure distribuite in tre fasi temporali, coinvolgendo sia i vincitori di concorso che le graduatorie di sostegno. Per i candidati selezionati è previsto un termine di cinque giorni per l’accettazione telematica, pena la decadenza dalla nomina e la cancellazione dalle graduatorie. Particolari disposizioni riguardano i docenti non ancora abilitati, per i quali è previsto un percorso di formazione specifico prima della conferma definitiva del contratto a tempo indeterminato.
Il dato che emerge dall'analisi del contingente autorizzato è la profonda disparità geografica nella distribuzione dei posti. La fotografia scattata dal decreto ministeriale conferma un trend consolidato: il bisogno di insegnanti è concentrato quasi esclusivamente nel Settentrione, mentre il bacino dei candidati risiede prevalentemente nel Mezzogiorno.
Il 60% dei posti disponibili è al Nord
La Lombardia guida la classifica nazionale delle assegnazioni con ben 12.129 posti vacanti, una cifra che da sola rappresenta circa il 26% dell'intero contingente nazionale. Se si allarga lo sguardo alle altre regioni del Nord, il quadro appare ancora più netto: in Veneto ci sono 5.094 posti, in Piemonte 4.397, in Emilia-Romagna 3.357, in Liguria 1.369 e in Friuli-Venezia Giulia 1.097.
Queste sei regioni, da sole, mettono a disposizione oltre 27.000 cattedre, coprendo il 58,8% delle immissioni in ruolo previste. Di contro, l’intera disponibilità del Mezzogiorno appare drammaticamente contenuta. Sommando Calabria, Campania, Molise, Sicilia, Sardegna e Puglia, si arriva a malapena a 10.000 posti totali. In regioni come il Molise, i posti autorizzati sono appena 185. Questa asimmetria territoriale rappresenta la sfida più complessa: finché esisterà questo divario, anche un piano da 46mila assunzioni rischia di lasciare migliaia di classi scoperte il primo giorno di scuola per mancanza di candidati disposti a trasferirsi.
Il nuovo reclutamento: tre fasi e sei procedure
Per far fronte a questa complessità, il Ministero ha adottato un modello di reclutamento reso più flessibile dalla riforma dei concorsi prevista dal Pnrr.
L'obiettivo è duplice: velocizzare le selezioni tramite procedure annuali semplificate e minimizzare i posti che rimangono vacanti dopo i primi turni di nomina.
Il cronoprogramma è serrato e si articola in tre momenti chiave. La fase 1 si è chiusa il 30 luglio. Ha riguardato le immissioni in ruolo ordinarie, l'assegnazione delle sedi ai docenti a tempo indeterminato e i contratti per i vincitori di concorso ancora privi di abilitazione. La fase 2 prende il via oggi e terminerà il 13 agosto. Riguarda il sostegno, con l’assegnazione dei posti ai candidati della prima fascia delle Gps (Graduatorie provinciali per le supplenze) all'interno della propria provincia. La fase 3 si chiuderà il 21 agosto. L’ultimo passaggio prevede la cosiddetta "mini call veloce". Tra il 14 e il 18 agosto, i docenti della prima fascia Gps sostegno potranno presentare domanda per coprire i posti rimasti vacanti in province diverse dalla propria.
Questo sistema a sei modalità di reclutamento include anche l'utilizzo degli elenchi degli idonei, una novità pensata per non disperdere le risorse di chi ha superato le prove concorsuali ma non è rientrato inizialmente tra i vincitori.
Il nodo ancora aperto dei vincitori non abilitati
Un aspetto particolarmente tecnico del piano 2026 riguarda la gestione dei vincitori di concorso che non hanno ancora ottenuto l’abilitazione all'insegnamento. Le istruzioni ministeriali prevedono due strade distinte.
Se il docente ottiene l’abilitazione prima della firma del contratto, viene assunto direttamente a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2026.
In caso contrario, viene stipulato un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. Il docente avrà l'obbligo di conseguire l'abilitazione entro l'anno scolastico 2026/2027 per poter poi stabilizzare la propria posizione.
L'accettazione della sede in questa fase comporta vincoli stringenti: chi accetta non può partecipare alle supplenze per lo stesso anno scolastico e viene cancellato dagli elenchi regionali degli idonei.
Le nuove regole: 50/50 e il "silenzio-rinuncia"
Il principio cardine del reclutamento rimane la ripartizione paritaria dei posti: il 50% alle graduatorie di merito dei concorsi e il 50% alle graduatorie a esaurimento. Qualora una delle due graduatorie sia esaurita, i posti vengono automaticamente trasferiti all'altra per massimizzare le assunzioni.
La procedura è interamente telematica e non ammette distrazioni. Una volta ricevuta la proposta di assunzione, il docente ha solo cinque giorni per accettare o rifiutare. La mancata risposta entro i termini è considerata a tutti gli effetti una rinuncia automatica, comportando la perdita del diritto all'assunzione e la cancellazione definitiva dalla graduatoria di riferimento. Se la nomina arriva dopo il 28 agosto, il termine ultimo per la risposta è fissato al 1° settembre.
La clausola della flessibilità
Consapevole che molte cattedre rischiano di restare vuote per l'assenza di candidati in specifiche classi di concorso, il Ministero ha introdotto una clausola di flessibilità gestionale. Gli Uffici scolastici regionali hanno il potere di redistribuire i posti rimasti liberi tra diverse classi di concorso, a patto di rispettare il tetto massimo di assunzioni assegnato alla regione. Questa misura mira a "salvare" il contingente autorizzato, permettendo di assumere docenti dove c'è disponibilità di candidati anche se originariamente i posti erano stati previsti per altri insegnamenti.
La suddivisione regionale dei posti vacanti
I posti disponibili sono distribuiti come segue: Abruzzo 552, Basilicata 579, Calabria 1234, Campania 2721, Emilia Romagna 3357, Friuli Venezia Giulia 1097, Lazio 4454, Liguria 1369. E poi ancora Lombardia 12.129 posti, Marche 770, Molise 185, Piemonte 4397, Puglia 2410 e Sardegna 579. Infine Sicilia 1979, Toscana 2434, Umbria 449 e Veneto 5.094.

