Infrastrutture

Statale 106, la Cgil sul tratto Sibari-Rossano: «Basta divisioni sui progetti, si rischia di perdere fondi»

VIDEO | Preoccupazione è stata espressa dal segretario Giuseppe Guido che chiede l’attivazione di un tavolo istituzionale: «Bisogna frenare gli interessi dei singoli e guardare al futuro»

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di Matteo Lauria
3 febbraio 2022
15:00

Dispendio di energie e di risorse per discutere del tratto di 106 che collegherà Sibari a Rossano. Ci si divide sulla progettualità in ambito locale mentre a Roma si utilizzano le divisioni per prendere tempo rischiando di distogliere quel poco di finanziamenti previsti a beneficio di altre aree. Così come, d’altronde, già accaduto nel lontano passato quando le divisioni traevano origine dai proprietari di aree che esercitano pressioni sulle amministrazioni al fine di osteggiare le proposte progettuali.

L'allarme della Cgil

Il segretario generale della Cgil comprensoriale Sibari-Tirreno-Pollino Giuseppe Guido paventa «la preoccupazione che, nella divisione territoriale, si possa nascondere la trappola del disimpegno economico e la non volontà di avviare i cantieri. Il territorio ha assoluta necessità di un’arteria infrastrutturale moderna, sicura, e che connetta, dentro un’organica visione dell’ammodernamento della intera arteria jonica, la città di Corigliano Rossano con la autostrada del Mediterraneo per il tramite della Sibari/Firmo».


Ancora oggi, molti pendolari a fatica riescono a raggiungere la Puglia sia su rotaia che su gomma a causa degli orari capestri programmati dalle società che operano nel settore della mobilità pubblica. Non si assume consapevolezza della complessità della problematica trasportistica e si perde tempo a discutere della Rossano-Sibari.

La proposta di un tavolo comune

Il sindacalista, dal canto suo, propone «di convocare, per il tramite della amministrazione comunale, una vera, chiara e trasparente discussione che coinvolga tutti i portatori di interesse territoriale, un vero momento di confronto dentro cui, alla presenza di Anas, analizzare i progetti, visionare i tracciati, discutere di varianti, finanziamenti, tempi, ricadute occupazionali, legalità e costruire un’unica visione di territorio, un’unica idea di ammodernamento, insieme e nell’esclusivo interesse della collettività e non di una parte. Solo se avremo la capacità e l’autorevolezza di fare sintesi, questo il pensiero della Cgil, i lavori di ammodernamento potranno diventare realtà e volano di sviluppo».

Giornalista
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