Il provvedimento riguarda il 70% dei veicoli circolanti, oltre 30 milioni di mezzi. L’esenzione non è cumulabile
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
«Cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani». Così Giorgia Meloni ha annunciato la decisione del Governo di cancellare il bollo su auto e moto di piccola e media cilindrata.
Il Consiglio dei ministri ha approvato l'abolizione del bollo automobilistico destinato alle vetture di piccola e media potenza fino a 80 kW e a tutti i motocicli. La misura, qualificata dalla presidente del Consiglio come l'eliminazione di «una delle tasse più odiate dagli italiani», mira ad alleggerire il carico fiscale sulla proprietà dei veicoli per un'ampia platea di cittadini. Secondo le stime diffuse da Palazzo Chigi, l'intervento andrà a beneficiare i mezzi utilizzati prevalentemente dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani, arrivando a coprire oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione. L'esenzione si applicherà ai pagamenti la cui scadenza ordinaria ricade nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Una esenzione a tempo che il Governo, come ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intende rendere «strutturale». La decisione della maggioranza, annunciata ieri a sopresa, è stata criticata dalle opposizioni secondo cui lo stop di un anno è una trovata propagandistica in vista delle elezioni politiche.
Le auto che non pagheranno il bollo
Dalla Pandina alla Jeep Avenger, l'elenco dei modelli che non pagheranno il bollo è molto lungo. Il provvedimento andrà ad interessare circa 30 milioni di autovetture. Alcuni esempi li ha fatti il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: Clio, Polo, Yaris, Panda, 500 (nella versione Hybrid). E a queste si aggiungono ad esempio anche la Dacia Sandero o la Jeep Avenger 1.2. Ad essere maggiormente interessate sono le auto del segmento A, ossia le cosiddette citycar, vetture di dimensioni compatte con una lunghezza generalmente inferiore ai 3,70-3,85 metri, progettate principalmente per la mobilità urbana. Il secondo segmento coinvolto è il B, ossia le utilitarie compatte, con una lunghezza compresa indicativamente tra i 3,7 e i 4,2 metri. Ci sono poi molti B-Suv e piccoli crossover, vetture con una carrozzeria rialzata ma anche in questo caso di dimensioni compatte, lunghe in genere tra i 4,20 e i 4,50 metri.
Vecchie e nuove glorie della strada in elenco
L'elenco comprende la Fiat Panda e la 500, comprese le nuove hybrid, la vecchia Punto e la Renault Clio, la Ford Fiesta, la Toyota Aygo, la Kia Picanto e la Hyundai i10. E ci sono anche vetture medie di segmento C, come la VW Golf o la Ford Focus dei primi anni 2000. Le autovetture del segmento successivo, invece, sono tutte escluse dall’azzeramento della tassa. Il discorso vale anche per tutti i veicoli sportivi.
Tra i nuovi modelli che non pagheranno ci sono alcune versioni dei B-Suv di Stellantis come Fiat 600, Jeep Avenger, Peugeot 2008 con motori termici, ma sono esenti anche full hybrid come Toyota Yaris e Renault Captur.
Come capire se l'auto è esentata
Per capire se la propria autovettura rientra nei criteri fissati dal decreto approvato in Cdm occorre controllare sul certificato di circolazione il campo P.2, dove è riportata la potenza del motore in kW. Il bollo auto infatti si calcola su questo valore e non sulla potenza di sistema complessiva che, ad esempio, nel caso delle autovetture ibride è costituita dalla somma della potenza generata dal motore termico e da quello elettrico. La norma considera, nel caso delle ibride, solo la potenza erogata dal motore termico.
Stop al bollo per tutte le moto
Per le moto e i ciclomotori l'esenzione è invece totale, senza specifiche di potenza, ma anche in questo caso se si posseggono più due ruote, l'agevolazione spetta ad una sola, quella con minore potenza. L'azzeramento del bollo non è cumulabile con l'esenzione usufruita per un'autovettura intestata allo stesso proprietario.
Requisiti e limiti
Come dettagliato nella bozza del decreto-legge, l'applicazione della misura segue criteri specifici. Ciascun cittadino potrà dunque beneficiare dell'agevolazione una sola volta. In particolare, le persone fisiche in possesso dei requisiti risulteranno esentate dal versamento del tributo per un solo veicolo regolarmente assicurato. Nella platea dei beneficiari rientrano anche gli utilizzatori di veicoli in leasing o a noleggio a lungo e medio termine. Restano soggetti al pagamento della tassa gli automobilisti che hanno pattuito un contratto con una società o un’azienda, che si prende in carico il versamento del bollo auto.
Minori entrate e compensazioni regionali
L'impatto sul bilancio pubblico stima minori entrate per 2,7 miliardi di euro. Poiché il gettito della tassa automobilistica costituisce una voce rilevante per gli enti territoriali, il testo normativo stabilisce opportuni meccanismi di perequazione. Al fine di concorrere all'adeguamento dei bilanci delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano per il mancato gettito, la bozza prevede un trasferimento complessivo pari a 2.293,5 milioni di euro per l'anno 2027. Parte delle risorse stanziate dal Governo arriveranno dai risparmi sulle spese del Pnrr, già contabilizzate nei prossimi bilanci dello Stato.
Il quadro della tassazione automobilistica in Italia
L'introduzione della misura per il 2027 si colloca in un contesto di marcata incidenza fiscale sui proprietari di veicoli. Secondo i dati dell'ultimo anno forniti dal Siope e citati da Federcarrozzieri, il bollo auto ha garantito un gettito di 7,1 miliardi di euro per le casse regionali, pesando per una media di 267 euro a famiglia. Ampliando l'analisi alla totalità dei prelievi legati al possesso dei veicoli - che comprendono anche l'imposta di iscrizione al Pubblico registro automobilistico e le imposte sulle polizze RC auto - il costo complessivo sale a 11,3 miliardi di euro, traducendosi in un peso medio di 424 euro a famiglia.

