Bruxelles consentirà una flessibilità fiscale “limitata” per consentire ai Paesi di far fronte alla crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente. «Fino allo 0,3% del Pil all'anno per 3 anni, con un limite cumulato dello 0,6%». È quanto ha annunciato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. «Non sarà possibile utilizzare lo 0,3% del Pil ogni anno per tre anni consecutivi - ha precisato Dombrovskis - e si dovrà rispettare il limite dell'1,5% del Pil previsto dalla Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa. Abbiamo inoltre esaminato la situazione specifica degli Stati membri che hanno già utilizzato l'intera flessibilità dell'1,5% del Pil prevista dalla clausola per la difesa. Anche questi Stati membri - ha detto il commissario europeo - potrebbero chiedere di utilizzare questa nuova flessibilità. La Clausola non obbliga a fare nulla, fornisce semplicemente ulteriore flessibilità per fare determinate cose. Di conseguenza esiste la possibilità di richiedere questa estensione della clausola e utilizzare lo spazio fiscale disponibile per le misure energetiche entro i limiti previsti. Per questi Paesi - ha detto Dombrovskis - sarebbe necessaria una valutazione aggiuntiva della sostenibilità del debito». Bruxelles consente dunque di intervenire a sostegno di famiglie ed imprese ma lo strumento della flessibilità non potrà essere utilizzato, ad esempio, per tagliare i costi dell’energia. «Non stiamo parlando esclusivamente di investimenti in senso stretto. Parliamo anche di misure che accelerino la transizione lontano dai combustibili fossili. Possono quindi esserci misure di sostegno alle famiglie - ha chiarito Dombrovslis - ma non un sostegno ai combustibili fossili».

Giorgetti: «La Commissione Ue recepisce le nostre proposte»

«Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato». È quanto ha dichiarato il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. «Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo – ha detto - il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche degli indicatori contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà nella gestione della finanza pubblica italiana».

Le raccomandazioni all’Italia

Bruxelles ha chiesto all’Italia di rispettare il percorso di correzione della spesa pubblica, aumentare la spesa militare, promuovere innovazione in campo universitario e misure a sostegno del lavoro e dell’ambiente. Le indicazioni sono contenute nelle “raccomandazioni” indirizzate dalla Commissione al nostro Governo necessarie secondo l’Ue, per allineare le politiche di settore con quelle degli altri Stati membri. In campo economico, Bruxelles ha avvertito il Governo che è necessario intervenire sugli squilibri ancora esistenti.

Patto di stabilità, possibile la sospensione

Bruxelles pare intenzionata ad aprire anche sulla possibilità di allentare i parametri relativi al Patto di stabilità. La sospensione temporanea, richiesta dall’Italia per far fronte alla crisi energetica potrebbe essere più vicina.