Un fenomeno che non fu solo comunicazione, ma uno dei più grandi fattori di divisione dell’Italia repubblicana e che verrà analizzato da Franco Laratta assieme ai suoi ospiti. Appuntamento giovedì alle 22
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Giovedì torna “I giorni della Storia” con un viaggio negli anni ‘90. Un capitolo centrale della trasmissione sarà dedicato a Silvio Berlusconi, l’imprenditore, probabilmente il più grande comunicatore politico della storia italiana contemporanea. Con il suo ingresso in politica nel 1994, non si limitò a fondare un nuovo partito: cambiò profondamente il linguaggio, i metodi e le regole della comunicazione politica.
Ma Berlusconi si amava o si detestava. In sostanza spaccò il paese in due. Ma quello che comprese prima di altri la forza della televisione, il valore dell’immagine e la necessità di parlare direttamente agli elettori, superando i tradizionali schemi della politica italiana. Con uno stile immediato, informale e spesso imprevedibile, riuscì a dominare la scena pubblica per oltre due decenni, trasformando ogni apparizione in un evento mediatico.
Ma il fenomeno Berlusconi non fu soltanto comunicazione. Fu anche uno dei più grandi fattori di divisione dell’Italia repubblicana. Amato da milioni di sostenitori e contestato con altrettanta passione dai suoi avversari, il leader di Forza Italia ha alimentato un confronto politico spesso acceso e polarizzato. Le vicende giudiziarie, i conflitti d’interesse, le polemiche istituzionali e gli scontri con la magistratura hanno accompagnato gran parte della sua lunga carriera pubblica.
Comprendere il berlusconismo significa comprendere una parte fondamentale dell’Italia degli ultimi trent’anni: le sue aspirazioni, le sue contraddizioni, le sue divisioni e i suoi cambiamenti.
Appuntamento giovedì alle 22:00 su LaC Tv. Tanti gli ospiti in studio nel format firmato dal nostro direttore Franco Laratta.

