Il ministro per gli Affari regionali difende il percorso della riforma davanti alle commissioni parlamentari, respinge le contestazioni di opposizioni ed enti locali ed assicura: «Ridurrà i divari tra territori»
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Nel corso dei lavori parlamentari previsti nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato dedicati all'Autonomia differenziata, è intervenuto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli: «Dopo settimane di audizioni e polemiche, molte delle quali pretestuose e agitate per mera convenienza politica – ha affermato - è necessario ristabilire la verità dei fatti e smontare una volta per tutte le obiezioni sollevate contro l'Autonomia solo per pregiudizio ideologico».
«Si contesta ad esempio - ha proseguito il ministro - la sostanziale uniformità delle richieste regionali e degli Schemi di intesa preliminare come se fosse una contraddizione, ma più volte ho ribadito che l'omogeneità dei testi non si traduce in uniformità applicativa. Questo per dire che le 4 Regioni potranno sì ricevere un equivalente livello di autonomia, ma ciascuna saprà poi applicare queste condizioni particolari in modo diverso e adatto alle proprie caratteristiche».
Calderoli ha aggiunto: «Si sostiene anche che non vi sia stata una completa consultazione degli enti locali, ma tutto ciò è semplicemente falso. Infatti in tutte le Regioni i rispettivi enti locali sono stati consultati sia sulle originarie richieste ma anche, a più riprese, nelle varie fasi del negoziato, senza alcun obbligo espresso dalla legge. È altrettanto falso che gli Schemi di intesa vadano in contrasto con la sentenza 192 della Corte Costituzionale o che cerchino di eludere le prescrizioni, quando invece vengono pienamente rispettate e anzi è proprio tale sentenza a ribadire che la Legge 86/2024 rispetta la Costituzione poiché ne è un'attuazione. E sempre nel rispetto della Consulta – ha poi sottolineato - il Governo è intervenuto con il ddl delega per la determinazione del Lep, che è in esame al Senato dall'agosto scorso ma che le opposizioni osteggiano ad ogni costo».
Per il ministro, «si ha la sensazione che l'argomento venga utilizzato nel dibattito in modo completamente pretestuoso: da un lato l'autonomia differenziata non si può attuare fintanto che non si determinano i Lep, ma dall'altro si cerca di frenare la determinazione dei Lep perché poi si consentirebbe l'autonomia differenziata. Vi è infine il capitolo dei profili finanziari per cui si paventa un pericolo di sfuggire dai meccanismi di salvaguardia che è chiaramente infondato, poiché le Regioni che richiedono maggiore autonomia continueranno comunque a concorrere agli obiettivi di finanza pubblica ed è chiaramente scritto addirittura nella Legge 86/2024"».
«Tutto ciò – ha concluso - è riportato nell'ampia documentazione che il Governo ha fornito al Parlamento per procedere con i lavori: parliamo di centinaia di pagine degli stampati parlamentari, come ad esempio le 332 cartelle dedicate soltanto alle motivazioni di sussidiarietà, che evidentemente c'è chi contesta senza nemmeno aver letto. E allora, facendo nuovamente mie le parole del presidente Luigi Einaudi, serve 'conoscere per deliberare' ma, aggiungo io, anche per fare contestazioni nel merito. Altrimenti non è una critica costruttiva, ma solo semplice ostruzionismo ideologico che rallenta le riforme e danneggia il Paese. E dunque il Governo andrà avanti su questa strada per ridurre i divari e garantire servizi ai cittadini con l'Autonomia, che può essere la vera svolta nel segno dell'efficienza e della trasparenza».

