I presidenti di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto mercoledì prenderanno parte al Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato Calderoli: «C’è piena sintonia». Ecco tutti i passaggi previsti
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Il Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo sarà segnato da un passaggio storico per l'autonomia delle regioni italiane: i presidenti di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto parteciperanno direttamente alla discussione sugli schemi delle pre-intese già sottoscritte con il governo. Lo ha annunciato questa mattina il ministro degli Affari regionali, Roberto Calderoli, al termine dell'incontro con i quattro governatori.
Le pre-intese riguardano materie che spaziano dalla protezione civile alle professioni, dalla previdenza complementare e integrativa alla tutela della salute, fino al coordinamento della finanza pubblica. «L'incontro ha avuto esito positivo - ha spiegato Calderoli - c'è piena sintonia con i 4 governatori. Il cammino dell'Autonomia prosegue».
La presenza dei governatori al Consiglio dei ministri, prevista dalla legge, ha un significato sia simbolico sia istituzionale: rappresenta un passaggio ufficiale in cui «governo e regioni lavorano» insieme. I documenti che verranno portati in Cdm costituiscono la prima fase dell'iter formale delle intese per le regioni che lo hanno richiesto.
Dopo l'approvazione preliminare del Consiglio dei ministri, le intese vengono esaminate dalla Conferenza Unificata, che esprime il proprio parere entro 60 giorni, e successivamente dalle Camere, con atti di indirizzo entro ulteriori 90 giorni. Questi pareri non sono ostativi, ma costituiscono passaggi necessari prima che il presidente del Consiglio possa predisporre lo schema definitivo di intesa da inviare alla Regione interessata. Una volta che la Regione approva l'intesa definitiva, ne comunica l'esito al Governo. Successivamente, il Consiglio dei ministri delibera l'accordo finale e approva un disegno di legge di ratifica entro 45 giorni. Poi il voto in Parlamento.
Al fianco del ddl delega sui Lep, la presentazione dei veri e propri schemi di intesa in Consiglio dei ministri costituisce la prima fase ufficiale dell'iter per l'autonomia delle regioni, con il passaggio concreto. E da qui l'auspicio del ministro Calderoli, esponente storico della Lega, e padre della riforma: «Confido che anche altre realtà potranno seguirlo, al di là degli schieramenti ideologici e per partito preso».


