Una ragazza di 22 anni di origine marocchina è stata aggredita e sfregiata questo pomeriggio a Milano, sulla banchina della metropolitana alla fermata Duomo. Il presunto aggressore, un 27enne di origine algerina irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato dalla Polizia locale. La giovane è stata soccorsa e trasportata in ospedale in codice giallo.

Secondo una prima ricostruzione, prima dell’aggressione l’uomo avrebbe rivolto alla ragazza una frase minacciosa: «Cosa hai da guardare, sono uomo e musulmano». Poi l’assalto, avvenuto in una delle stazioni più frequentate della rete metropolitana milanese, nel cuore della città.

La scorsa notte il 27enne era già stato arrestato dalla Polizia per furto e per il danneggiamento di alcune auto in sosta. Dopo la convalida del provvedimento da parte del giudice, però, era tornato libero. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Polizia locale, il giovane a quel punto avrebbe vagato per la città senza meta, fino a raggiungere il centro. E qui, nella stazione della metropolitana, ha incrociato la ragazza, che era con alcuni amici. A quel punto le avrebbe chiesto perché lo guardasse, lei ha negato ma non è servito. «Che cos'hai da guardare. Sono uomo e sono musulmano» l'urlo che ha preceduto un pugno e poi il fendente al volto della giovane.

Le prime reazioni dopo l’aggressione

La vicenda ha immediatamente provocato reazioni politiche trasversali. Michele Albiani, consigliere comunale del Partito democratico e presidente della Commissione Sicurezza, Coesione sociale e Politiche della notte, ha espresso «vicinanza alla ragazza sfregiata oggi alla fermata Duomo», augurandole «di riprendersi il prima possibile da questa violenza inaccettabile». Albiani ha poi ringraziato la Polizia locale «per aver arrestato l’aggressore con tempestività», aggiungendo che ora si attende «l’evoluzione della vicenda per capire come possa essere successa una cosa del genere».

Sempre dal Pd è arrivata anche la condanna del segretario metropolitano Alessandro Capelli, che ha richiamato il tema della libertà e della sicurezza delle donne: «Il diritto di vivere delle donne senza paura è per noi una battaglia fondamentale».

Fratelli d’Italia chiede l’espulsione

Di segno diverso, ma ugualmente dura, la reazione arrivata da Fratelli d’Italia. Il deputato Riccardo De Corato, confermando l’arresto dell’aggressore da parte della Polizia locale, ha auspicato per l’uomo «una pena molto pesante» e poi l’espulsione «dal nostro Paese al più presto».

Sulla stessa linea il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, secondo il quale la «brutale aggressione avvenuta a Milano» impone «una risposta ferma dello Stato: espulsione immediata». Bignami ha collegato l’episodio alla proposta di legge presentata dal suo partito, sostenendo che chi usa la violenza o richiama la propria identità religiosa o culturale «per intimidire, sopraffare o negare la dignità e la libertà delle donne» non possa restare in Italia.

Anche Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, è intervenuto sul caso sostenendo che, se riconosciuto colpevole, l’uomo debba essere «condannato velocemente» e scontare la pena nel Paese d’origine. «Se vieni in Italia le donne le rispetti», ha affermato, aggiungendo che non si può pensare che l’appartenenza religiosa possa giustificare il mancato rispetto delle donne.