La variante più diffusa non appare più aggressiva delle precedenti Omicron. Ecco cosa sta succedendo, quali sono i sintomi e perché gli epidemiologi invitano alla prudenza, non all’allarmismo
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Il Covid-19 continua a circolare e nelle ultime settimane l'aumento dei casi registrato in Cina ha riacceso l'attenzione sul virus. I numeri mostrano una crescita della circolazione, ma secondo gli esperti non ci sono elementi per parlare dell'inizio di una nuova ondata globale.
I dati del China CDC, il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, descrivono infatti un andamento compatibile con quello di un virus ormai entrato nella fase endemica, caratterizzata da oscillazioni periodiche. Non emergono, inoltre, indicazioni sulla comparsa di una variante più pericolosa o su un aumento della gravità della malattia.
Quasi 79mila casi a giugno
Nel giugno 2026 in Cina sono stati registrati circa 79mila casi confermati di Covid-19. I casi gravi sono stati 130, mentre si è verificato un solo decesso, relativo a una persona con importanti patologie pregresse.
L'incremento rispetto ai mesi precedenti è dunque reale, ma il confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente ridimensiona la portata del fenomeno. Nel giugno 2025 i casi erano stati infatti oltre 333mila, più di quattro volte quelli registrati quest'anno.
È aumentato anche il tasso di positività tra i pazienti che si sono rivolti agli ospedali con sintomi simil-influenzali: dal 6,4% di fine giugno è passato all'11,9% nella prima metà di luglio. Un segnale di una maggiore circolazione del virus, ma che non indica una situazione fuori controllo.
Perché il virus torna a circolare anche d'estate
La crescita dei contagi può essere legata a diversi fattori. Tra questi c'è il progressivo calo dell'immunità: la protezione dall'infezione garantita dalla vaccinazione o da una precedente malattia tende a diminuire con il passare dei mesi, rendendo nuovamente suscettibile una parte della popolazione.
La protezione contro le forme gravi, invece, tende a rimanere più duratura.
A favorire la circolazione del virus contribuiscono anche i comportamenti tipici dell'estate. L'aumento dei viaggi e della mobilità durante le vacanze porta a un maggior numero di contatti, mentre la permanenza prolungata in ambienti chiusi climatizzati e poco ventilati può facilitare la trasmissione dei virus respiratori attraverso gli aerosol.
Per gli epidemiologi, quindi, l'andamento osservato in Cina è compatibile con quello di una malattia diventata endemica, con picchi periodici che possono verificarsi anche al di fuori dei mesi invernali.
La variante dominante è NB.1.8.1
Le analisi di sequenziamento genomico del China CDC confermano che la quasi totalità dei campioni appartiene ancora alla famiglia Omicron.
La sottovariante predominante è NB.1.8.1, che rappresenta oltre il 95% dei virus sequenziati.
Il dato più rilevante è l'assenza, secondo le informazioni disponibili, di evidenze che indichino una maggiore aggressività clinica rispetto alle altre sottovarianti Omicron già circolanti. Non sono state segnalate mutazioni associate a un aumento della gravità della malattia o della mortalità.
I sintomi restano quelli conosciuti
Anche nel caso della NB.1.8.1, il quadro clinico descritto rimane sostanzialmente sovrapponibile a quello osservato negli ultimi anni.
Tra i sintomi più frequenti ci sono febbre, mal di gola, tosse, congestione nasale, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza.
Nella maggior parte delle persone sane l'infezione tende a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni. Le complicanze continuano invece a riguardare soprattutto gli anziani, le persone immunodepresse e chi presenta patologie croniche.
C'è motivo di preoccuparsi?
Alla luce dei dati riportati, l'indicazione degli esperti è alla prudenza, ma senza allarmismi.
L'aumento dei casi in Cina viene descritto come un fenomeno epidemiologico atteso e compatibile con il comportamento assunto dal SARS-CoV-2 negli ultimi anni. Non emergono elementi che facciano pensare all'arrivo di una nuova pandemia o alla comparsa di una variante in grado di modificare radicalmente lo scenario sanitario.
Le precauzioni restano quelle già conosciute: lavare frequentemente le mani, garantire una buona ventilazione degli ambienti, soprattutto quando si utilizza l'aria condizionata, evitare contatti ravvicinati in presenza di sintomi respiratori e prestare particolare attenzione alle persone più fragili.
In caso di febbre persistente, difficoltà respiratoria o peggioramento delle condizioni cliniche, è opportuno rivolgersi al proprio medico.

