Inchiesta a Napoli

Droga e telefoni in carcere, 8 arresti: in manette anche il garante dei detenuti

Le indagini hanno evidenziato l'esistenza di un dilagante fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti del valore economico di diverse migliaia di euro all'interno dell'istituto penitenziario

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di Redazione
18 ottobre 2022
10:07
Pietro Ioia
Pietro Ioia

Otto persone sono state arrestate dai carabinieri di Castello di Cisterna in quanto ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all'accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e corruzione. Tra le persone coinvolte anche Pietro Ioia, garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale del Comune di Napoli. Secondo gli inquirenti Ioia, avvalendosi del suo ruolo che gli consentiva libero accesso all'interno delle carceri, introduceva, previo compenso, cellulari e droga.

Approfittando dei colloqui mirati a verificare le condizioni in cui versavano i detenuti, avrebbe effettuato consegne che gli erano state richieste. Il denaro veniva poi versato su alcune carte ricaricabili in uso a una donna e poi diviso con gli altri sodali dell'organizzazione.


Con gli otto arresti dei carabinieri, riporta una nota, è stata sgominata un'associazione per delinquere, radicata nel capoluogo partenopeo, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti e specificamente, l'introduzione illegale di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all'interno della Casa Circondariale di Napoli - Poggioreale. L'organizzazione criminale prevedeva che la compagna di uno dei promotori, attraverso il garante Ioia, facesse recapitare ai detenuti, partecipi dell'associazione, apparati di telefonia mobile e sostanza stupefacente di vario genere che, di conseguenza, venivano venduti alle altre persone recluse, creando un vero e proprio commercio illegale.

Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli ha emesso, su richiesta della Procura partenopea sei misure cautelari in carcere e due ai domiciliari. L'attività investigativa, svolta dal giugno 2021 al gennaio 2022. Le indagini hanno evidenziato l'esistenza di un dilagante fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti (hashish e cocaina), del valore economico di diverse migliaia di euro, all'interno dell'istituto penitenziario. La Direzione del Carcere di Poggioreale e la Polizia penitenziaria hanno prestato la loro collaborazione alle indagini nella fase di osservazione dei colloqui.

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