Washington motiva l'operazione militare come risposta agli attacchi contro le navi commerciali. Teheran annuncia una dura reazione
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Torna ad aumentare la tensione tra gli Stati Uniti e l'Iran, con il rischio di nuove ripercussioni sul mercato energetico internazionale e sulla sicurezza nel Golfo Persico. Washington ha infatti deciso di reintrodurre le sanzioni economiche sul petrolio iraniano, revocando la deroga concessa il 21 giugno che consentiva produzione, trasporto e vendita di greggio.
La decisione arriva dopo gli episodi avvenuti nello Stretto di Hormuz, dove in meno di 24 ore almeno tre navi commerciali, tra cui un'unità qatarina e una saudita, sono state colpite durante il transito, secondo quanto riferito dall'agenzia britannica Ukmto.
Un funzionario dell'amministrazione statunitense, citato da Axios, ha definito "totalmente inaccettabili" le azioni attribuite a Teheran nello stretto, ribadendo che il memorandum d'intesa con l'Iran resta vincolato ai comportamenti del governo iraniano. "L'Iran otterrà benefici solo se dimostrerà una condotta corretta", ha spiegato la fonte, ricordando la linea già espressa dal presidente Donald Trump e dalla sua amministrazione. La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha affermato che "l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza", sostenendo inoltre che l'unico passaggio sicuro nella strategica via marittima sarà quello stabilito dalle autorità iraniane.
Nel comunicato, diffuso dall'agenzia ufficiale IRNA, i vertici militari hanno anche accusato gli Stati Uniti di aver compiuto un "atto terroristico" e hanno promesso una "risposta distruttiva" a eventuali nuove aggressioni. Le autorità iraniane hanno infine sostenuto che le recenti manifestazioni popolari in occasione delle esequie della Guida suprema rappresentino una dimostrazione di forza contro Washington, in un contesto di crescente escalation dopo gli ultimi scontri reciproci tra i due Paesi.

