Gli investigatori milanesi sentiranno come testimoni alcuni giocatori tra cui Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi nell’ambito dell’indagine su un presunto giro di prostituzione legato all’agenzia Ma.De Milano
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Alcuni calciatori, non più di quattro o cinque, saranno ascoltati come testimoni nell'inchiesta milanese su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, fatto di escort che sarebbero state spinte ad "acchiappare", così veniva detto nelle intercettazioni agli atti, giocatori di serie A e non solo e altri sportivi. Indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf e coordinata dall'aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro, con al centro l'agenzia e presunta società "schermo" Ma.De Milano, che il 21 aprile ha portato ai domiciliari quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e ritenuti "promotori e dominus" dell'associazione per delinquere.
Da quanto si è saputo, per ricostruire quelle serate e presunti contatti con gli indagati e con l'agenzia, che organizzava eventi in locali di lusso della movida milanese, gli inquirenti hanno deciso di ascoltare come testi, non indagati, nei prossimi giorni Daniel Maldini, attaccante dell'Atalanta e figlio dello storico capitano rossonero, Riccardo Calafiori, centrale dell'Arsenal e difensore della Nazionale, e Kevin Bonifazi, difensore del Bologna. Tra i testi da ascoltare gli investigatori avrebbero individuato pure un altro paio di calciatori.
Le indagini, intanto, sono andate avanti anche con le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle ragazze-testimoni. Analisi attraverso, in particolare, una lunga lista di "parole chiave", tra cui pure oltre sessanta cognomi di calciatori più o meno noti, per cercare eventuali riscontri degli incontri e della gestione degli appuntamenti nelle chat. Nessun calciatore, comunque, è indagato e soprattutto tanti potrebbero anche aver solo partecipato alle feste organizzate dalla Ma.De Milano, ma non aver usufruito poi di quel "servizio extra" con notte in hotel e sesso accompagnato, a volte, anche dalla cosiddetta "droga della risata".
Si sta ricostruendo anche il giro di denaro dei presunti sfruttatori, che avrebbero incassato il 50 per cento almeno di ogni pagamento per le prestazioni sessuali.


