È ancora emergenza all’aeroporto di Catania, dove l’attività dell’Etna continua a paralizzare una parte dei collegamenti proprio nei giorni di massimo afflusso per Ferragosto. L’aeroporto di Catania-Fontanarossa, infatti, resterà chiuso fino alle 2 di domani 15 agosto. La decisione è stata presa dalla Sac, che ha prorogato lo stop a causa della presenza di cenere vulcanica in atmosfera e delle condizioni che non consentono di garantire la piena operatività dello scalo. 

A complicare ulteriormente la gestione dei passeggeri è arrivata anche la temporanea chiusura dell’aeroporto di Comiso, in provincia di Ragusa, interessato dalla ricaduta della cenere dell’Etna. Lo scalo dovrebbe tornare operativo proprio in queste ore e l’eventuale riapertura rappresenta un passaggio importante per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti siciliani e su quelli utilizzati come alternativa, tra cui Palermo e Trapani

Oltre 600 voli dirottati

I numeri restituiscono la portata dei disagi. Tra il 6 e il 12 agosto, sui circa 1.900 collegamenti programmati da e per Catania, il 36% è stato cancellato, mentre circa 630 voli sono stati trasferiti su altri scali. A fornire il dato è stata la presidente della Sac, Anna Quattrone, spiegando che Comiso ha accolto 140 dei voli riprotetti.

«Speriamo che dopo le 16 venga riaperto» lo scalo ragusano, ha auspicato Quattrone, sottolineando come la sua indisponibilità renda ancora più complesso distribuire il traffico e gestire i viaggiatori.

La Sac ha definito quella in corso un’emergenza di portata eccezionale, tra le più severe degli ultimi vent’anni per l’impatto sull’infrastruttura aeroportuale. Nel frattempo, circa 300 persone risultano ancora in attesa di trasferimento all’interno dell’aerostazione catanese.

Trasporti alternativi e costi alle stelle

Il blocco di Fontanarossa sta producendo conseguenze anche sulla mobilità terrestre. La CNA Trapani denuncia collegamenti insufficienti tra gli scali e le destinazioni finali, con passeggeri costretti in diversi casi a utilizzare taxi e Ncc.

Secondo l’associazione, alcune corse sarebbero arrivate a costare quattro o cinque volte il prezzo originario del biglietto aereo. Per i vertici della CNA Trapani, Francesco Cicala e Giuseppe Orlando, l’emergenza sta mettendo in evidenza le carenze strutturali della rete dei trasporti siciliana e la necessità di predisporre un piano specifico per affrontare situazioni analoghe.

Le difficoltà non riguardano soltanto il costo degli spostamenti. I passeggeri trasferiti verso altri aeroporti devono fare i conti con navette e autobus, coincidenze da riorganizzare e informazioni non sempre immediate. Una situazione documentata anche dalle testimonianze raccolte nelle ultime ore a Catania, dove alcuni viaggiatori hanno raccontato di essere rimasti in attesa dei mezzi destinati a Trapani. 

Enac: «Sicurezza dei voli prioritaria»

L’Enac ha attivato un Comitato di crisi e sta coordinando le operazioni con Enav, Ingv, Aeronautica Militare e Sac. Le decisioni sull’operatività vengono assunte sulla base dell’evoluzione dell’attività vulcanica e della direzione dei venti.

La presenza di cenere e la sua dispersione verso sud hanno determinato limitazioni significative allo spazio aereo, con effetti diretti su Catania e ripercussioni sugli altri scali chiamati a gestire il traffico riprogrammato. L’Enac invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo prima di raggiungere l’aeroporto. 

Anche il sindaco di Catania Enrico Trantino ha richiamato le compagnie aeree alle proprie responsabilità nell’assistenza ai passeggeri. «Regione Siciliana e Sac finora hanno fatto tutto quello che potevano», ha detto, auspicando un intervento dell’Enac per ottenere dai vettori maggiore chiarezza nella gestione dei trasferimenti e dei rimborsi. 

L’Etna e la “tempesta perfetta”

All’origine della particolare combinazione che sta determinando l’emergenza c’è, secondo il vulcanologo dell’Ingv di Catania Mario Mattia, una concomitanza di fattori. «Si può parlare di tempesta perfetta», ha spiegato, indicando l’attività esplosiva sostenuta del cratere Voragine, la presenza di venti costanti da nord verso sud e il periodo di Ferragosto.

La direzione delle correnti ha avuto un ruolo decisivo: invece di disperdere prevalentemente la cenere verso est, come accade più frequentemente, l’ha sospinta verso Catania e Fontanarossa. A rendere particolarmente delicata la situazione è poi l’elevato volume di traffico legato alla settimana di Ferragosto.

Per ora, dunque, l’orizzonte operativo resta quello fissato dalla Sac: Fontanarossa non tornerà a funzionare prima delle 2 di sabato. Per migliaia di passeggeri la situazione resta appesa all’evoluzione dell’Etna, mentre la rete aeroportuale siciliana continua a lavorare per assorbire una parte del traffico che Catania non può gestire.