Continua la nuova fase eruttiva dell'Etna, con l'emissione di cenere dalla bocca sull'alto fianco orientale del cratere voragine, e prosegue «l'interruzione delle attività di volo in arrivo e il blocco integrale alle partenze» all'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania che è esteso alle ore 14 di oggi. Lo comunica la Sac, società che gestisce lo scalo dal capoluogo etneo e quello di Comiso, nel Ragusano, che invece è regolarmente attivo. La Sac invita i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. 


I voli sono dirottati su Palermo, Trapani e Comiso.  Anche lo spazio aereo su Sigonella è stato chiuso a causa della nube di cenere proveniente dall'attività vulcanica. Gli aerei quindi non partono e non atterrano nella base dell'aeronautica militare che ospita anche la Naval air station dell'aviazione della marina statunitense.

Trentatre aerei che dovevano atterrare a Catania sono stati dirottati sull'aeroporto di Palermo e da qui sono poi ripartiti. Domenica erano stati dirottati altri 33 voli solo sul capoluogo e come domenica l'aeroporto palermitano si è trovato di nuovo a far fronte all'emergenza dovuta alla chiusura dello scalo catanese. Alcuni voli sono stati dirottati sul più vicino aeroporto di Comiso (Ragusa), che è tornato operativo e che però ha solo sei piazzole di sosta per i velivoli e può ospitare un basso numero di voli, e su Trapani.

Per attenuare i disagi dei viaggiatori la Regione siciliana ha organizzato un servizio di transfer dall'aeroporto di Comiso, un trasporto su gomma dagli aeroporti di Trapani-Birgi e Palermo-Punta Raisi in direzione Catania e due treni speciali che percorrono la tratta Palermo-Messina-Catania. Le misure di emergenza sono state predisposte dall'assessorato regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, in collaborazione con gli uffici dell'Ast, dei consorzi del trasporto pubblico locale, di Trenitalia regionale e della Protezione Civile.