Negli appunti sequestrati all'indagato per l'omicidio di Chiara Poggi compare il nome del pensionato trovato morto nel 2010. La vedova chiede alla Procura di ascoltare Sempio: «Parole da chiarire»
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Il nome di Giovanni Ferri, l'ex meccanico di 88 anni trovato senza vita nel 2010 in un'intercapedine di via Mulino a Garlasco, compare tra gli appunti sequestrati ad Andrea Sempio. Una nuova traccia che riporta l'attenzione sulla morte dell'anziano, inizialmente archiviata come suicidio e recentemente tornata al centro di un'indagine della Procura di Pavia, che procede ora per l'ipotesi di omicidio volontario contro ignoti.
Le annotazioni, scritte in stampatello sui taccuini acquisiti dagli investigatori nell'abitazione di Voghera il 14 maggio 2025, sono state mostrate dalla trasmissione Mattino Cinque. Il riferimento a Ferri si inserisce nel quadro dell'inchiesta bis sull'omicidio di Chiara Poggi, nella quale Sempio risulta indagato. Il significato degli appunti, tuttavia, resta da chiarire e la loro presenza non dimostra un coinvolgimento dell'indagato nella morte dell'anziano.
Il nome di Ferri accanto a quello di «Ale»
In uno dei passaggi riportati dalla trasmissione, il nome del pensionato compare insieme a quello di una persona indicata soltanto come «Ale» e ad alcune frasi dal contenuto non immediatamente comprensibile. Tra queste: «Ale sì, io aiutato… Parla con Lov». Gli investigatori, secondo quanto riferito, valutano la possibile corrispondenza tra quell'abbreviazione e l'avvocato Massimo Lovati, in passato legale di Sempio.
Nello stesso blocco di annotazioni si leggono anche interrogativi sulla famiglia Poggi: «Sapevano (o sapevamo) la versione Poggi?». Un'altra frase contiene invece il nome di Giada Bocellari, legale che nel 2017 faceva parte del collegio difensivo di Alberto Stasi: «Partito da Giada a seguito di mia interc. suicidi».
Il riferimento potrebbe richiamare le indagini difensive avviate in quegli anni su una serie di decessi classificati come suicidi a Garlasco, riguardanti persone che, secondo la ricostruzione investigativa allora presa in considerazione, gravitavano nella rete di conoscenze di Sempio. Resta però da accertare a cosa si riferissero concretamente quelle parole e quale fosse il contesto in cui vennero scritte.
La morte dell'88enne e la nuova indagine
Il caso di Giovanni Ferri è stato riaperto dopo l'iniziativa dell'avvocato Fabrizio Gallo, che assiste la vedova Gabriella Conti. La nuova indagine della Procura di Pavia ha modificato il quadro procedurale rispetto alla precedente archiviazione come suicidio: i magistrati stanno ora approfondendo l'ipotesi di un omicidio volontario, al momento a carico di ignoti.
Tra gli accertamenti disposti figurano analisi scientifiche e genetiche sul manico del coltello e sui fazzoletti intrisi di sangue trovati nel 2010 vicino al corpo dell'anziano. Elementi che dovranno essere esaminati per verificare se possano fornire indicazioni utili a ricostruire quanto accaduto.
La richiesta di ascoltare Andrea Sempio
La comparsa del nome di Ferri nei taccuini apre ora un ulteriore fronte. L'avvocato Gallo intende chiedere al pubblico ministero titolare del procedimento di ascoltare Andrea Sempio, così da chiarire il significato delle annotazioni e il possibile contesto dei riferimenti all'anziano, alla famiglia Poggi e alle altre persone citate.
Al momento, dunque, il dato è rappresentato dalla presenza del nome di Ferri negli appunti sequestrati. Non è ancora chiarito perché fosse stato annotato né quale rapporto possa avere con la vicenda del pensionato. Saranno gli eventuali approfondimenti della Procura a stabilire se quelle righe abbiano un'effettiva rilevanza investigativa per la nuova indagine sulla morte dell'88enne.

