Durante la puntata di Quarto Grado di venerdì 30 ottobre, è stata mostrata la lettera inviata da Andrea Sempio, indagato nel caso del delitto di Garlasco, al perito della Procura Roberto Catanesi
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È arrivata in tv la lettera con cui Andrea Sempio, indagato nel caso del delitto di Garlasco, ha riferito a Roberto Catanesi i motivi per cui ha deciso di non sottoporsi alla perizia psichiatrica. Nella missiva, Sempio ha spiegato di non aver “mai ravvisato l’esigenza” di ricorrere a una valutazione specialistica di questo tipo.
La lettera di Andrea Sempio indirizzata a Roberto Catanesi, lunga “una ventina di righe” e datata 4/9/2026, è stata mostrata nel corso della puntata di venerdì 30 ottobre di Quarto Grado. Nel testo si legge: “Non ho mai ravvisato l’esigenza di ricorrere a una valutazione specialistica di natura psichiatrica”. E poi: “Non ho mai, inoltre, riferito né sperimentato condizioni di alterazione dello stato psicofisico o del funzionamento mentale”. Roberto Catanesi è il medico a cui la Procura ha affidato la perizia psichiatrica di Andrea Sempio nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco.
Le valutazioni della psicologa e la reazione della famiglia Poggi
Dopo aver mostrato la lettera in tv e in riferimento anche ad alcuni video contenenti riflessioni di Andrea Sempio sulle donne e lo stupro, il conduttore Gianluigi Nuzzi ha chiesto a Paolo Reale, consulente tecnico e perito di parte civile per la famiglia Poggi nel delitto di Garlasco, nonché cugino della vittima Chiara Poggi: “Voi familiari cosa pensate? Ha ragione Catanesi o ha ragione Sempio? ”. Paolo Reale, ospite in studio, ha commentato: “Io non riesco a esprimermi sui contenuti psicologici. Sicuramente è deprecabile quello che abbiamo sentito dire, ne prendiamo tutti le distanze”. L’ingegnere ha poi aggiunto: “C’è un aspetto che deve essere in qualche modo ricondotto a quella scena del crimine e io questo collegamento non riesco comunque a vederlo. Nessuno in 20 anni ha descritto questa scena come un’aggressione di natura sessuale”. Continua a leggere su LaCapitale

