Il 3 settembre a Pechino, con la “Parata della Vittoria”, si avrà l’idea netta del cambiamento epocale che avevamo anticipato a partire dalla campagna elettorale di Donald Trump, poi risultata vittoriosa. Alla chiamata della Cina, che dal punto di vista tecnologico, commerciale e finanziario sta dimostrando di essere in grado di sfidare l’egemonia Usa, hanno risposto positivamente la Russia di Putin e l’India di Modi. Potremmo fermarci qui e basterebbe dare un’occhiata al mappamondo per comprendere come rispetto a questi colossi anche l’Impero Romano sarebbe risultato piccolo. Figurarsi l’Ue! Ma accanto a Xi ci saranno altri Paesi importanti, per ragioni varie: la Corea del Nord, l’Iran, il Pakistan, la Turchia, l’Egitto, e finanche Vietnam e Indonesia.

Serve altro? L’Europa non ha capito nulla di Donald Trump. Non ha capito nulla di quanto sta accadendo, con enorme rapidità, ad Oriente. Non ha capito nulla neanche di se stessa. Intanto una miriade di Stati, che anche dal punto di vista nucleare hanno una leadership assoluta, dal 31 agosto, sempre in Cina, si riuniranno per il 25mo vertice del Consiglio dei Capi di Stato dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.

Dall’altro lato, come se fossimo ancora nell’Ottocento di Bismarck e di Napoleone III, la Francia del presidente Macron, che non ha neanche un governo stabile e sorretto dalla maggioranza del popolo, riceverà il tedesco Merz. Per dimostrare che cosa? Innanzi tutto la debolezza intrinseca dell’Ue che conta sempre di meno non per colpa di Donald Trump, presidente americano di grande visione, ma di quei nazionalismi europei che sembrano aver dimenticato le lezioni della geopolitica.

Apriamo una parentesi importante, che dovrebbe far riflettere tutti gli Europei. Il riarmo della Germania da secoli ha significato sempre, ed è tutto storicamente documentato, problemi se non tragedie. È accaduto con la Prima Guerra Mondiale (milioni di morti) che determinò il crollo dell’Impero Tedesco di stampo prussiano. L’identico scenario, con ancora più devastanti rovine, si è ripetuto con la Seconda Guerra Mondiale che portò al crollo del Terzo Reich di Hitler. Noi europei amiamo la Germania, la sua cultura, la sua laboriosità, il suo contributo filosofico e scientifico alla crescita dell’Occidente, ma i libri di storia non possono essere stracciati quando si è chiamati ad analizzare i processi contemporanei. Il riarmo tedesco, forse propedeutico a un tentativo di rilancio dell’industria pesante, poggia su un presupposto ideologico errato e per certi aspetti strumentale: il pericolo della Russia a Est. Al contrario è stato l’Occidente, anche in riferimento alla crisi Ucraina, a tentare di avanzare verso Est con la Nato, con le proprie tentacolari influenze. Nulla di più errato e assurdo. Qualcuno poteva immaginare che la Russia e Putin non si sarebbero difesi? Qualcuno ha sperato che Mosca non capisse che cosa stava accadendo? Ed ora, mentre Francia e Germania celebrano un bilaterale rispetto al quale tutti gli altri Paesi dell’Ue dovrebbero dire “stop”, il Mondo Nuovo sta per spiegare a tutti che la leadership occidentale ha le ore contate.

I teorici della società aperta e della società liquida avevano immaginato di trionfare sotto la bandiera dei cosiddetti diritti civili. Intanto imprenditori cinesi, nei giorni scorsi, hanno rilevato anche la rete commerciale europea di Media World. Altro che battaglie sugli LGBT! Media World, fino a qualche tempo fa a guida tedesca, è un colosso dell’elettronica da consumo, telefonia compresa, ed è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare di un’Europa che arretra dal punto di vista economico-commerciale. A Pechino in questi giorni si parlerà di un nuovo ordine globale, basato sulla dottrina di Xi che molto probabilmente in Europa è stata poco o per nulla letta. Il pericolo grave che stanno correndo l’Europa e l’Ue non giunge dalla Russia, immenso Paese con il quale occorrerebbe collaborare, ma da quei leader europei ormai stanchi, inefficaci, consumati, non più in grado di dirigere il destino di grandi popoli. Donald Trump e J.D. Vance hanno cercato di spiegare al Vecchio Continente che occorrerebbe rimboccarsi le maniche e cambiare mentalità. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! Chiosa finale: attaccare Israele è un altro errore spaventoso. Lo si capirà a breve!