Mojtaba Khamenei, nel suo primo discorso alla nazione dopo essere stato eletto Guida Suprema dell'Iran, ha lanciato un appello a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz. «Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo», ha detto Mojtaba Khamenei, invitando i Paesi della regione a chiudere le basi statunitensi.

«Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini. I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta», ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo intervento pubblico.

E ancora: «Promettiamo alla defunta Guida suprema Ali Khamenei che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell'Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità».

Mojtaba Khamenei ha definito «un compito molto difficile» prendere il posto di suo padre, Ali Khamenei, e dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica. La nuova Guida Suprema ha evidenziato in particolare la difficoltà di replicare la «montagna di fermezza» del padre. E ha rivelato di aver appreso domenica sera la notizia della sua nomina da parte dell'Assemblea degli Esperti dalla tv di Stato «come tutti».

Le televisioni iraniane hanno trasmesso l'audio del messaggio letto dall'ayatollah, con la sua foto ufficiale sullo sfondo. Ma niente immagini della guida suprema. È probabile che Mojtaba abbia deciso di non mostrarsi in pubblico per non rivelare la gravitaà delle ferite subite nell'attacco costato la vita al padre Alì, alla madre, alla moglie e uno dei figli il primo giorno di guerra, il 28 febbraio. A quanto fatto trapelare da Teheran, ha un piede fratturato, un ematoma all'occhio e contusioni sul viso. Ma è al sicuro e la sua vita non è in pericolo. Anche se non mancano voci di lesioni più gravi.