All’inaugurazione dell’anno accademico Spatari ha voluto dedicare un pensiero al giovane che aveva scelto la città siciliana per i suoi studi, ucciso nei giorni scorsi durante le proteste in Iran. Sui suoi colleghi e connazionali: «Non sanno nemmeno se i loro fratelli sono stati trucidati, faremo quanto possibile per sostenerli»
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«C'è un impegno da parte mia e di tutta l'università a sostenere le difficoltà che stanno vivendo gli studenti iraniani in questo momento, le difficoltà di comunicazione sulle quali purtroppo non possiamo agire ma ho garantito agli studenti l'impegno assoluto ad occuparci di loro ed aiutarli a traghettare questa fase complessissima della loro vita professionale, personale e identitaria. Sono consapevole che ci saranno delle pressioni emotive molto forti in questo momento quindi virtualmente li stringo in un abbraccio». Lo ha detto la rettrice dell'ateneo di Messina Giovanna Spatari all'apertura dell'anno accademico che arriva a pochi giorni dalla tragica notizia dell'uccisione in Iran dello studente iraniano Yasin Miurzaei, 31 anni, che frequentava proprio l'Università di Messina.
Nell'aula magna del rettorato un gruppo di studenti iraniani che frequenta l'Università si è alzato e ha ricevuto l'applauso della platea. «Questi ragazzi sentono ogni mattina dei morti nel loro paese. Non sanno se i fratelli sono stati trucidati, non sanno cosa fanno le loro famiglie. Purtroppo si hanno poche notizie. Io ritengo che nella nostra Università, dove gli iraniani sono una presenza molto importante tra gli studenti stranieri, sia determinante dare a questi giovani un aiuto».
Nel suo discorsoa a inizio cerimonia – di cui era ospite d'onore il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta –, la rettrice ha collegato in modo esplicito l’azione dell’Università ai valori che la fondano e ha ricordato Yasin Mirzaei. Ha quindi richiamato il senso profondo della missione universitaria: l’Ateneo accompagna le giovani e i giovani «offrendo riferimenti alti», richiamando «il valore della libertà, del rispetto dei diritti, della dignità». E ha rivolto un messaggio diretto agli studenti: «resistete, nessuna violenza potrà mai mettere a tacere la vostra voce».
Alla vigilia dell’inaugurazione, inoltre, la rettrice aveva incontrato la rappresentanza studentesca iraniana per un momento di ascolto e confronto. Nel corso dell’incontro, ha condiviso l’intenzione di predisporre e trasmettere una lettera alla ministra dell’Università e della Ricerca, al ministro degli Esteri e alla deputazione regionale, nazionale ed europea messinese, chiedendo il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali. Nella lettera si richiamerà l’urgenza che l’Italia – anche in raccordo con Unione europea e organismi multilaterali – promuova iniziative volte a sostenere, nelle sedi opportune, azioni diplomatiche coerenti e tempestive per la tutela dei diritti umani, a favorire condizioni che rendano possibile il pieno esercizio delle libertà fondamentali e a rafforzare, sul piano interno, misure che garantiscano tutela e continuità del percorso universitario per le studentesse e gli studenti iraniani in Italia.


