Teheran parla di una "prima risposta" al mancato rispetto degli accordi da parte di Washington e minaccia nuove misure. Il vicepresidente americano JD Vance replica: «Lo Stretto è aperto»
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Un'immagine satellitare di Marine Traffic immortala il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz aperto dopo il cessate il fuoco in Libano, 17 aprile 2026 WEB / MarineTraffic +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++
L'Iran ha annunciato una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico navale, definendo la misura una "prima risposta" a quelle che considera violazioni degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell'ambito dell'accordo firmato nei giorni scorsi.
Il Comando centrale Khatam al-Anbiya ha affermato che la decisione è legata al mancato rispetto della prima clausola dell'intesa per porre fine al conflitto e alle continue operazioni israeliane nel Libano meridionale.
L’annuncio
«Si annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. Questo primo passo è una risposta alla violazione delle promesse da parte del nemico», si legge nella nota diffusa dalla televisione di Stato.
Il comando iraniano ha inoltre avvertito che, qualora le ostilità dovessero proseguire, «saranno pianificate e adottate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri obblighi».
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che la delegazione di Teheran partirà già in giornata per la Svizzera «per dare seguito e richiedere l'adempimento degli impegni assunti dagli Stati Uniti» nel memorandum d'intesa.
Vance: «Non è vero»
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha però smentito la ricostruzione iraniana, dichiarando a Fox News di non avere alcun riscontro sull'annunciato blocco dello Stretto di Hormuz.
«Non vediamo alcuna prova che gli iraniani stiano ancora bloccando lo Stretto di Hormuz», ha affermato Vance, spiegando di essere «scettico» rispetto a quanto sostenuto dal comando militare Khatam al-Anbiya, che aveva parlato della sospensione del traffico navale.

