Gli operatori telefonici applicano rincari fino a 60 euro annui per utenza. Mercato da 22 miliardi: i consumatori possono recedere dai contratti senza penali e confrontare le offerte per scegliere la soluzione più conveniente
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Dopo pedaggi autostradali, accise sul gasolio, polizze Rc auto, pacchi postali e sigarette, è il turno delle tariffe telefoniche, con i principali operatori che a partire da gennaio hanno modificato unilateralmente le condizioni contrattuali praticate ai clienti, applicando aumenti delle tariffe al pubblico sia per le linee fisse che per quelle mobili".
E' quanto denuncia il Codacons che sottolinea come "prosegue l'ondata di rincari che da gennaio 2026 si è abbattuta sui consumatori italiani".
I rincari decisi dai principali operatori telefonici a partire da gennaio, "su base annua pesano tra +12 e +60 euro a utenza". E' quanto sottolinea il Codacons secondo cui "le principali compagnie telefoniche hanno comunicato aumenti tariffari che vanno da un minimo di 1 euro al mese a un massimo di 5 euro al mese, a seconda dell'offerta sottoscritta".
"I rincari delle tariffe telefoniche scattati a gennaio, e che proseguiranno nel corso del 2026, avranno un impatto enorme sulle tasche degli utenti, considerato che la spesa delle famiglie italiane per i servizi telefonici di linea fissa e mobile si attesta a 22,6 miliardi di euro annui", afferma Assium, l'associazione italiana degli Utility Manager, commentando gli ultimi ritocchi alle tariffe decisi dagli operatori telefonici a partire dall'1 gennaio 2026.
"Considerato l'enorme mercato della telefonia qualsiasi aumento tariffario, anche di piccolo importo, ha un impatto enorme sulla spesa collettiva. Assium ricorda tuttavia come in caso di modifiche unilaterali delle condizioni tariffarie, i consumatori possano sempre recedere gratuitamente dai contratti sottoscritti, senza alcuna penale né costi di disattivazione dei servizi, e passare ad altro operatore". "Per esercitare il diritto di recesso - spiega l'associazione - i consumatori hanno varie opzioni: è possibile inviare una raccomandata al proprio gestore o una comunicazione via Pec, oppure contattare il servizio clienti dell'operatore, o in alternativa utilizzare gli appositi form pubblicati sui siti internet delle società telefoniche".
"Quando si verifica una modifica unilaterale dei contratti che introduce un incremento delle tariffe è importante verificare se l'offerta sottoscritta faccia ancora al caso nostro, o se sia meglio approfittare delle proposte commerciali di altri gestori - spiega il presidente Assium, Federico Bevilacqua - Una operazione non certo semplice, considerato che il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è facile districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali molto differenti. Per questo è sempre più importante oggi affidarsi a professionisti qualificati in grado di aiutare i cittadini a scegliere le offerte migliori in base al profilo del cliente, e ottenere così risparmi fino al 50% sulla bolletta telefonica".

