Il 3 novembre si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e 35 al Senato. Polymarket assegna il 63% di probabilità a una vittoria democratica in entrambe le Camere, ma le quote non sono sondaggi né certezze
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Mancano poco più di due settimane al 3 novembre. Quel giorno gli Stati Uniti rinnoveranno gran parte del Congresso, il Parlamento federale, in un voto di metà mandato che si annuncia come un referendum sulla presidenza di Donald Trump. Secondo i mercati di previsione, il vento soffia verso i Democratici.
Per cosa si vota
In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi del Senato. Oltre ai 33 seggi ordinari, si vota anche per due seggi rimasti vacanti. Uno è quello lasciato da Marco Rubio, entrato nel governo. L'altro è quello di JD Vance, diventato vicepresidente. In entrambi i casi i senatori nominati, Jon Husted in Ohio e Ashley Moody in Florida, affrontano per la prima volta gli elettori.
I numeri della partita
Al Senato la mappa penalizza i Repubblicani, che difendono 22 dei 35 seggi in palio. Ai Democratici basta un guadagno netto di quattro seggi per riprendere il controllo. Con un Senato in parità, 50 a 50, deciderebbe il voto del vicepresidente Vance.
Cosa dicono i mercati
Su Polymarket, aggiornato al 17 ottobre, i Democratici hanno il 63% di probabilità di conquistare entrambe le camere. Un ulteriore 28% va allo scenario di un Congresso diviso, con la Camera ai Democratici e il Senato ai Repubblicani. Il trionfo repubblicano si ferma al 9%. Il caso opposto, cioè Senato democratico e Camera repubblicana, resta sotto l'1%. Sommando gli scenari, la Camera democratica vale circa il 91%. La vera partita è al Senato.
La tendenza è in crescita
Ad agosto la vittoria piena dei Democratici era quotata al 45%. Il 20 settembre era salita al 61%, e il 10 ottobre al 62%.
Perché conta. Il Congresso approva le leggi e il bilancio e controlla l'operato dell'esecutivo. Con una o entrambe le camere in mano all'opposizione, gli ultimi due anni di mandato di Trump sarebbero segnati da veti, commissioni d'inchiesta e trattative continue.
Scommesse, non sondaggi
Attenzione però: queste percentuali non sono intenzioni di voto. Polymarket è una piattaforma in cui gli utenti puntano denaro sull'esito di eventi futuri. Il prezzo di ogni scenario esprime quindi una probabilità implicita. Nel 2024 il sistema si è rivelato affidabile: secondo uno studio della Vanderbilt University, ha battuto i sondaggi in cinque dei sette Stati in bilico. Gli stessi autori, però, riconoscono limiti significativi nell'affidarsi alle scommesse per prevedere il voto. Pesa anche il rischio di manipolazione: il Wall Street Journal riferì di circa 30 milioni di dollari puntati in modo apparentemente coordinato per spingere le quote di Trump nel 2024.
Sono dunque indicazioni, non certezze. Il verdetto spetta agli elettori, il 3 novembre.

