Quasi un bambino italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà. Il dato arriva dal rapporto “Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica” di Unicef Office of Strategy and Evidence – Innocenti e fotografa una frattura sociale che non riguarda soltanto il reddito delle famiglie, ma il futuro stesso dei minori. In Italia il 23% dei bambini vive in nuclei con un reddito inferiore al 60% della media nazionale, uno dei tassi più alti in Europa. Nel confronto internazionale, il Paese si colloca al 30mo posto per povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%.

Il quadro diventa ancora più netto se si guarda alla disuguaglianza di reddito. Tra i Paesi con dati comparabili, l’Italia si piazza al 22mo posto su 40: il quintile più ricco della popolazione guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero. Numeri che spiegano meglio di qualsiasi slogan perché la povertà infantile non sia soltanto una questione economica, ma una catena che si trasmette alla salute, alla scuola, all’alimentazione e alla possibilità concreta di costruirsi una vita diversa.

Il benessere dei bambini italiani tra luci e ombre

Nel rapporto Unicef l’Italia occupa il 12mo posto nella classifica generale sul benessere dei bambini tra 37 Paesi. Il dato, letto da solo, potrebbe sembrare rassicurante. Ma dentro quella posizione si nascondono forti differenze. Il Paese entra nel primo terzo della classifica per il benessere mentale, dove si colloca al 10mo posto, mentre scende nella fascia media per salute fisica, al 17mo posto, e soprattutto per competenze, dove precipita al 25mo posto.

È proprio la scuola a mostrare una delle crepe più profonde. Tra i Paesi con dati comparabili, l’Italia si colloca al 15mo posto su 41 per ampiezza del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra bambini ricchi e bambini poveri. L’84% dei bambini appartenenti al quintile delle famiglie più ricche raggiunge competenze di base, contro poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più povero. Il risultato è una forbice enorme: nascere in una famiglia fragile significa partire con meno strumenti, meno opportunità e meno possibilità di recuperare il terreno perduto. Leggi l’articolo completo.