Dopo oltre un mese di stop tornano i bombardamenti americani contro l'Iran. Gli Stati Uniti affermano di aver distrutto lanciatori di mine navali che minacciavano il flusso del commercio, mentre Teheran promette una «risposta decisiva» e denuncia vittime sull'isola
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Dopo un mese di stop gli Usa tornano a bombardare in Iran, sull'isola di Larak. Teheran ha risposto con attacchi su obiettivi americani in Giordania, che risultano tutti intercettati. Washington afferma di aver bersagliato lanciatori che minacciavano lo Stretto di Hormuz, dove stamani una petroliera - affermano i pasdaran - avrebbe preso fuoco dopo aver urtato una mina.
«Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori» ha detto questa mattina il presidente Masoud Pezeshkian, citato dall'Irna, in reazione al recente attacco americano all'Iran. «L'instabilità nella regione non è nell'interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti» ha aggiunto.
L’attacco americano
Le forze americane hanno attaccato due lanciatori iraniani sull'isola di Larak. Lo riferisce un funzionario Usa ad Axios spiegando che il raid è scattato dopo che «erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz».
Le Guardie della Rivoluzione in Iran hanno dichiarato che gli Stati Uniti «saranno puniti» per l'attacco compiuto sull'isola di Larak. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. «Gli Stati Uniti «hanno attaccato l'isola di Larak, causando il martirio e le ferite di alcuni dei nostri combattenti e cittadini. Questa azione sarà punita e porterà alla punizione dell'aggressore», ha affermato. Tasnim riferisce inoltre che le prime segnalazioni non ufficiali indicano che a seguito dell'attacco «finora 2 persone sono state uccise e 2 sono rimaste ferite».
L'attacco statunitense contro due lanciatori iraniani sull'isola di Larak è il primo dal 29 luglio, quando gli Stati Uniti hanno risposto ad un tentativo di Teheran di colpire postazioni militari americane avvenuto il giorno precedente. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando centrale Usa ha confermato l'azione militare contro due lanciatori sull'isola di Larak. Gli Usa, ha affermato, «stanno monitorando attentamente l'area e restano pronte a tutelare il libero flusso dei commerci».

