Al vertice con Macron, Starmer, Merz e Tusk, la premier tiene alta l’attenzione sul fronte Ucraina: «Niente è possibile se non continuiamo a sostenere Kiev». Sul Medio Oriente: «Lo Stretto di Hormuz è una priorità strategica per tutti»
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(L-R) Poland's Prime Minister Donald Tusk, France's President Emmanuel Macron, German Chancellor Friedrich Merz, Italy's Prime Minister Giorgia Meloni and Britain's Prime Minister Keir Starmer pose for a family photo during their meeting of state leaders of the European Group of Five (E5) and the NATO Secretary General, on June 24, 2026 at the Chancellery in Berlin, Germany. (Photo by Ludovic MARIN / AFP)
Difesa comune, sostegno all'Ucraina, sicurezza energetica e stabilità in Medio Oriente. Sono i temi che hanno dominato il vertice dei leader dell'E5 ospitato a Berlino dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, appuntamento preparatorio al summit Nato di luglio che ha riunito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il primo ministro polacco Donald Tusk.
Al termine dell'incontro, i leader hanno mostrato una sostanziale convergenza sulle principali questioni internazionali, dalla necessità di rafforzare la capacità di difesa europea al sostegno a Kiev, fino alla gestione delle crisi in Medio Oriente.
«Una componente europea più forte dell'Alleanza atlantica»
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha posto al centro la necessità di un maggiore protagonismo europeo sul piano della sicurezza: «L'Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza portando avanti con decisione il cammino intrapreso per una componente europea più forte e solida dell'Alleanza atlantica. Ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l'Italia come sempre farà la propria parte».
Per Meloni, il momento storico impone una riflessione strategica profonda: «L'occasione ci offre l'opportunità di approfondire gli strumenti che abbiamo a disposizione per rafforzare la capacità comune di rispondere alle complesse sfide che la storia ci sta mettendo di fronte», ha spiegato, osservando come «l'architettura di sicurezza globale stia cambiando con una velocità estrema».
La presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di consolidare il pilastro europeo della Nato in piena complementarità con gli Stati Uniti: «Partiamo tutti dalla stessa consapevolezza: l'Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza, portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell'Alleanza atlantica, più forte, in un'ottica di complementarietà con la colonna americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di una robusta base industriale europea».
Sicurezza, energia e cyberspazio: la nuova frontiera della difesa
Nel ragionamento della premier, il concetto di sicurezza non coincide più soltanto con la dimensione militare tradizionale.
Richiamando gli impegni assunti dagli Stati membri della Nato all'Aja, Meloni ha ricordato che «gli impegni che tutti gli Stati membri della Nato si sono assunti l'anno scorso non riguardano solamente la difesa in senso classico, ma abbracciano un concetto più ampio di sicurezza e di resilienza strategica».
Una visione che comprende numerosi ambiti ritenuti ormai essenziali: «Significa mettere al riparo le infrastrutture critiche, garantire l'approvvigionamento energetico, difendere i dati delle famiglie e delle imprese dagli attacchi cyber, rafforzare la capacità di risposta alle emergenze e proteggere i confini».
Secondo la presidente del Consiglio, la sfida consiste nel costruire un approccio multidimensionale capace di «proteggere la nostra libertà e la nostra sovranità dalle insidie e dai rischi sistemici di un mondo sempre più instabile e competitivo».
Meloni ha inoltre sottolineato l'importanza di utilizzare al meglio le risorse disponibili: «Dobbiamo saper rendere ogni investimento più efficace e concreto possibile, anche per tentare di guidare l'innovazione invece che limitarci a rincorrerla».
Ucraina, sostegno a Kiev e messaggio a Mosca
Uno dei capitoli principali del vertice è stato quello dedicato alla guerra in Ucraina. La presidente del Consiglio ha ribadito che il raggiungimento di una pace stabile passa necessariamente dal mantenimento del sostegno occidentale a Kiev: «Ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura, all'interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita. Ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura».
Sulla stessa linea il cancelliere Friedrich Merz, che ha messo in guardia da eventuali scelte isolate: «Percorsi solitari sarebbero un errore nella difesa. Vogliamo ancorare in modo solido la nostra difesa e le nostre truppe nell'Alleanza atlantica».
Merz ha inoltre annunciato nuove iniziative a sostegno dell'Ucraina in vista del summit Nato.
«Ad Ankara vogliamo dare un forte segnale di sostegno a Kiev. Il governo tedesco propone che ci sia un forte finanziamento. Il messaggio a Mosca è: il sostegno europeo non cede».
Il cancelliere ha poi evidenziato il rafforzamento della cooperazione tra le due sponde dell'Atlantico: «A livello transatlantico siamo uniti come da tempo non accadeva. Speriamo che Mosca tragga la conclusione: è tempo di entrare nei colloqui di pace».
Anche Emmanuel Macron ha insistito sul clima di unità emerso nelle ultime settimane: «Gli europei e gli americani si stanno avvicinando, lo abbiamo visto al G7. I colloqui di oggi hanno mostrato che siamo molto uniti».
Il presidente francese ha ricordato come i Paesi europei abbiano incrementato le risorse destinate alla difesa: «Noi europei abbiamo aumentato il nostro budget per la difesa, vogliamo aumentare la nostra capacità di deterrenza».
Macron ha inoltre rivendicato un risultato politico significativo ottenuto durante il G7: «Per la prima volta in 18 mesi, i membri del G7 hanno sottoscritto la stessa dichiarazione sul sostegno militare a Kiev e sulle sanzioni alla Russia. Si tratta di un risultato importante».
Medio Oriente, attenzione su Iran e Stretto di Hormuz
Nel confronto tra i leader è emersa anche la preoccupazione per gli sviluppi in Medio Oriente. Meloni ha accolto positivamente la firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Si tratta, ha detto, di «un segnale molto positivo», pur sottolineando che la situazione resta delicata. «Siamo consapevoli – prosegue la premier – di quanto il contesto resti precario e di quanto sia necessario contribuire e compiere ogni sforzo per consolidare il quadro».
Per la presidente del Consiglio restano centrali diversi dossier strategici: «Restano centrali il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali con annessa libertà di navigazione».
Particolare attenzione viene riservata allo Stretto di Hormuz, considerato cruciale per gli equilibri energetici e commerciali globali: «Lo Stretto di Hormuz è una priorità strategica per tutti», ha affermato Meloni, ricordando che l'Italia ha già manifestato la propria disponibilità a contribuire a eventuali iniziative internazionali per la sicurezza dell'area.
Anche Merz ha espresso soddisfazione per gli sviluppi diplomatici tra Washington e Teheran: «Noi vediamo con favore che Usa e Iran abbiano raggiunto una intesa quadro nelle trattative in Svizzera e daremo il nostro contributo quando ci saranno le condizioni».

