Il Jova Summer Party fa tappa a Catanzaro il 22 agosto portando sul palco della Calabria Music Arena una delle voci emergenti più originali e sfaccettate del nuovo panorama musicale italiano: Maddalena.

Cresciuta a suon di Franco Battiato, Lana Del Rey e Donatella Rettore, Maddalena Morielli compie i primi passi nel 2021 con il brano in doppia lingua Anxiety is a modern cliché (prodotto da Andrea Rigonat), attirando subito l'attenzione della critica. Nel 2024 è tra i finalisti di Area Sanremo con Sogni d'oro e d'argento, e nello stesso anno conquista palchi prestigiosi aprendo le date del Palajova di Jovanotti e i concerti del tour di Cristiano De André. Oggi si presenta al pubblico con i singoli Caro amico ed Ei Maddalena, pronta a calcare il palco catanzarese per una grande festa di musica. 

Ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni.

Ei Maddalena. Sì, ti sto salutando ma sto anche citando il tuo singolo. Partiamo da questo. Come nasce e cosa ti ha dato l’ispirazione?

«Ciao e grazie a tutti voi. Il mio ultimo singolo Ei Maddalena, come si evince dal titolo, racconta molto di me in modo riflessivo e autoironico celando però un messaggio universale nel quale, mi auguro, possiamo identificarci tutti. Rivolgo un’esclamazione a me stessa: “Ehi Maddalena, svegliati e cogli gli attimi di felicità quando ti si presentano davanti”. Un interrogativo personale che si estende a una riflessione generale su quanto sia importante riconoscere gli attimi di felicità nella vita di ciascuno di noi. La canzone parla proprio della condizione di precarietà di questi attimi e quindi della loro sacralità e importanza... “la vita è solo un istante breve che corre veloce tra noia e rumore”. Invito a riflettere proprio su questo!».

Tu che "essenzialmente ti incasini” hai un compito preciso: stare bene. Qual è il tuo metodo per riuscirci?

«Ahimè non credo esista la ricetta per la felicità, ma sicuramente si può lavorare sulla predisposizione alla positività. Questa canzone non svela come si arriva ad essere felici ma invita a riconoscere quando lo siamo! Alla fine dei conti vogliamo tutti “stare bene veramente”, ma per ognuno di noi questo si declina in modi diversi. Per me la felicità si definisce in piccoli istanti: una chiacchiera speciale con un amico in un momento inaspettato, un bagno al mare nel mio posto del cuore, un sorriso di uno sconosciuto in una giornata giusta».

Se potessi mettere nello stesso bar Donatella Rettore e Arthur Schopenhauer a bere un drink, di cosa pensi che parlerebbero?

«In tutta la mia produzione musicale ci sono citazioni e riferimenti di artisti e pensatori che mi hanno formata e ispirata. In quest’ultimo singolo rielaboro la metafora del pendolo di Schopenhauer: mi sono laureata in filosofia e ho amato particolarmente questo filosofo. La sua teoria sostiene proprio che la felicità sia un istante breve tra noia e dolore, che io trasformo in rumore perché voglio fare musica pop e amo la Rettore. Perché no... sarebbe sicuramente uno scambio divertente, in cui si finisce a ballare e poi a pensare».

Hai detto che dai tuoi testi emerge una forte "energia caotica". Come si concilia questa tridimensionalità indisciplinata con il rigore della teoria musicale che hai studiato?

«Quei 2-3 minuti che costituiscono una canzone sono il mio ordine. Non esiste per me una forma più forte ed efficace per comunicare i miei pensieri, le mie emozioni e dare la giusta voce alle mie idee. Attraverso le melodie e le parole delle canzoni riesco a sciogliere il mio caos come con nient’altro».

Il 2026 si è aperto con Caro amico. In che modo il passaggio da un'amicizia a una relazione amorosa cambia la dinamica di complicità e leggerezza raccontata nella canzone?

«Un’amicizia che si trasforma in passione è una delle esperienze più divertenti e irresistibili che si possano vivere e in Caro amico, il mio primo singolo uscito quest’inverno, racconto con delle immagini puntuali proprio quest’esperienza. Caro amico è un inno all’amore leggero, spensierato e sano: “È tutto così difficile che credo amarsi sia ridere... sei la mia passione perché ti penso senza ragione”».

Il brano è caratterizzato da un’atmosfera fresca e spontanea, ma anche leggermente nostalgica. Quali sono gli elementi musicali che rendono possibile restituire un’atmosfera simile? Quanto conta la sinergia in studio con i musicisti?

«Ogni brano è un piccolo miracolo che ha dei tempi e delle genesi diverse, sinergie che si creano tra me, i produttori e i musicisti con cui lavoro. Dopo tanto lavoro una canzone arriva però nella magia di pochi istanti. Ei Maddalena, che racconta una parte più pop del mio progetto, e Caro amico, che rappresenta la parte più indie/cantautorale della mia scrittura, sono solo una piccola parte della mia musica che spero di svelare piano piano, canzone per canzone. Il mio obiettivo è arrivare prima ai piedi del mio pubblico, facendolo ballare, poi ai cuori e poi al pensiero».

Cosa ti aspetti dal Jova Summer Party a Catanzaro? Sei mai stata dalle nostre parti?

«Il Jova Summer Party sarà una festa unica e farne parte è un grandissimo onore! Jovanotti è un artista gigante e generoso che condivide il suo spazio con noi giovani emergenti dandoci fiducia. Non sono mai stata in Calabria nella mia vita e non vedo l’ora di conoscere questa terra magnifica».

Aprire i concerti di Cristiano De André e Jovanotti è tanta roba. Come ti senti quando sali sul palco a scaldare il pubblico per loro?

«Aprire i concerti di artisti navigati è una scuola incredibile e soprattutto ho trovato un pubblico accogliente e generoso che mi ha fatto sentire a casa! Spero e sono convinta che sarà uguale a Catanzaro».

Ma tu hai un grande talento, a prescindere dai grandi nomi che hai il piacere di anticipare. Lo dimostrano gli streaming, i passaggi in radio, la collaborazione con alcuni tra gli artisti e produttori più forti del momento. In quali progetti sei coinvolta?

«Innanzitutto grazie! Questi primi singoli usciti quest’anno rappresentano solo l’inizio del mio percorso. Sto lavorando su tanta nuova musica che mi entusiasma e non vedo l’ora di farvela conoscere».

E in futuro, cosa ti piacerebbe sperimentare di nuovo?

«Collaborazioni con artisti diversi, commistioni di generi nuovi, festival e tanti palchi. Fatemi scrivere, cantare e permettetemi di portarvi nel mio mondo e sarò felice!».