Il cuore verde protetto tra Calabria e Basilicata offre rafting sul fiume Lao, canyon a Civita e l’hub Catasta a Campotenese. Un viaggio tra antichi borghi arberesh, lavanda e sapori di montagna
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Il Parco Nazionale del Pollino, riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO, è l’area protetta più estesa d’Italia. Cerniera naturale tra l'Appennino meridionale e il Mediterraneo, questo immenso polmone verde custodisce vette che superano i 2.000 metri, canyon mozzafiato e una biodiversità straordinaria. Il suo simbolo indiscusso è il Pino Loricato, una rarissima conifera che resiste tenacemente sulle vette più impervie del massiccio. Il parco si sviluppa su una superficie imponente di quasi 200.000 ettari comprendo il territorio della Basilicata per le province di Potenza e Matera, e della Calabria nella provincia di Cosenza. Il polmone verde accomuna ben 56 comuni di cui 32 calabresi e 24 lucani. La complessa macchina organizzativa che tutela e promuove il parco passa sotto la vigile gestione del commissario Luigi Lirangi, nominato dal Ministero dell'Ambiente per guidare l'ente nella fase di gestione strategica e coordinamento con le comunità locali.
Cosa fare nel Parco: il versante calabrese e le attività esperienziali
La porzione calabrese del Pollino è caratterizzata da una natura aspra e selvaggia, segnata dall'azione erosiva dell'acqua. Accanto al classico trekking, il territorio ha sviluppato un'eccellente offerta di turismo esperienziale all'aria aperta con proposte alternative per vivere il territorio. Il fiume Lao, nei pressi di Laino Borgo e Papasidero, è uno dei corsi d'acqua più celebri in Europa per gli sport acquatici, ideale per rafting e river tubing. Le discese in gommone (rafting) o a bordo di grandi ciambelle gonfiabili (river tubing) attraversano gole rocciose spettacolari. Tra i percorsi naturalistici e turistici più celebri del versante calabrese spiccano le imponenti Gole del Raganello, un canyon spettacolare scavato dal torrente omonimo, caratterizzato da pareti rocciose verticali e monumentali. Per chi non desidera addentrarsi all'interno del canyon, lo spettacolo è pienamente fruibile dall'alto nel suggestivo comune di Civita. Dai numerosi belvedere del borgo e in prossimità del famoso Ponte del Diavolo. Nei torrenti del parco è possibile praticare il river walking, camminando direttamente nel letto del fiume con tute impermeabili, oppure il vero e proprio torrentismo, calandosi con le corde lungo pareti rocciose e cascate (toboga naturali). Per i più audaci, amanti dell'adrenalina, i pendii calabresi offrono punti di lancio ideali per volare sopra le vallate sospinti dalle correnti d'aria, scorgendo in lontananza la linea del mare. Una traccia del tempo attraverso l’archeologia e la storia alla Grotta del Romito è offerta a Papasidero, uno dei siti preistorici più importanti d'Europa. Custodisce il celebre graffito del Bos Primigenius (un toro preistorico) risalente a circa 12.000 anni fa. Per scoprire in Calabria gli insediamenti arbëreshë e la tramandata cultura basta visitare i comuni come la stessa Civita, Lungro, Frascineto, Acquaformosa, Plataci e San Basile che ospitano storiche comunità italo-albanesi conservando la lingua antica, tradizioni secolari e suggestivi riti religiosi bizantini.
Le Eccellenze di Campotenese (Morano Calabro)
L'altopiano di Campotenese, situato a oltre 1.000 metri di quota nel comune di Morano Calabro, facilmente raggiungibile sia dall’interno e sia dalla rete autostradale, rappresenta una delle porte d'accesso più dinamiche. Proprio nel contesto dell’altopiano si distingue il Parco della Lavanda, una realtà agricola privata paesaggistica nata per preservare e valorizzare la Loricanda, la lavanda selvatica e autoctona del Pollino. Tra la fine di giugno e agosto, l'altopiano si trasforma in un immenso mare viola e profumato, dove i visitatori possono partecipare a percorsi botanici guidati e laboratori di distillazione degli oli essenziali. Spicca da lontano la Catasta, primo grande hub turistico e culturale del Parco Nazionale del Pollino. Si tratta di una maestosa opera architettonica ecosostenibile che riproduce visivamente la forma di una monumentale catasta di legno di montagna. Gestito come impresa sociale, questo centro polifunzionale funge da vero "biglietto da visita" del territorio ospitando un'area didattico-espositiva con un plastico del parco, una libreria specializzata, una ciclofficina con noleggio e-bike a supporto della Ciclovia dei Parchi della Calabria, e un'area mercato/punto ristoro dove vengono promossi e serviti esclusivamente i prodotti enogastronomici d'eccellenza dei piccoli produttori locali. La Catasta è inoltre sede di grandi eventi culturali territoriali, come i cammini partecipativi del Va' Sentiero Fest.
Un viaggio tra i sapori: tradizione culinaria e piatti tipici
L'esperienza nel Parco del Pollino passa inevitabilmente attraverso la tavola. Nelle diverse attività di ristorazione, dislocate sia nei centri urbani che nei numerosi agriturismi disposti in montagna, la straordinaria varietà delle tradizioni culinarie locali viene esaltata e custodita dalla presenza di piatti tipici unici. Questo legame viscerale con la terra si esprime attraverso ricette povere ma ricchissime di sapore, basate su ingredienti a chilometro zero, grani antichi, formaggi d'alpeggio e carni da pascolo brado. Nei centri storici, le trattorie e i ristoranti reinterpretano con successo la cucina della tradizione contadina, mentre gli agriturismi d'alta quota e i presidi come La Catasta offrono, allo stesso modo, un'immersione autentica nei sapori del massiccio. Facile trovare nel menù i "Rascatieddi", pasta fresca tipica lavorata a mano, spesso condita con un ricco sugo di carne di capra o maiale e una generosa spolverata di ricotta salata o pecorino del Pollino. Una riscoperta molto apprezzata dal passante sono I Peperoni Cruschi dove il peperone, essiccato al sole e poi fritto rapidamente in olio rigorosamente d'oliva, diventa un elemento croccante che accompagna primi piatti, baccalà o patate. Nella preziosa terra del parco spicca la produzione spontanea di Funghi e Tartufo del Pollino, nei fitti boschi, in autunno, è caccia aperta (regolamentata) di prelibati funghi porcini, ovoli e una sorprendente varietà di tartufo nero del Pollino, protagonisti dei menu montani. Non manca l’offerta di salumi e formaggi d'Alpeggio, dalla sopressata calabrese al Caciocavallo di Podolica, formaggio pregiato ottenuto dal latte di mucche che pascolano libere tra le vette. Per concludere il percorso sensoriale, le cantine locali di Saracena offrono la degustazione del Moscato Passito, rarissimo vino da meditazione, presidio Slow Food, prodotto ancora oggi seguendo una secolare tecnica di origine araba. Insomma, l’offerta enogastronomica dell’area non fa mancare nulla e propone la genuinità del posto.
Lo spirito del Massiccio: il Santuario della Madonna del Pollino
Arroccato a oltre 1.500 metri di altitudine sul versante settentrionale del massiccio, nel comune lucano di San Severino Lucano, sorge il Santuario della Madonna del Pollino. Questo luogo di culto, pur trovandosi territorialmente in Basilicata, rappresenta una fondamentale meta di turismo religioso identitario per l'intera area protetta, capace di unire profondamente le popolazioni calabresi e lucane. Il santuario è l’epicentro di una devozione radicata nei secoli, dove la fede si fonde con la cultura pastorale. Il momento di massima espressione identitaria si concentra nelle tradizionali festività estive. La prima celebrazione avviene il primo venerdì e sabato di luglio, giornate che segnano la suggestiva ascesa della statua della Vergine al monte. La grande festa principale si tiene invece il secondo fine settimana di settembre (in particolare il venerdì e il sabato antecedenti la seconda domenica del mese), quando migliaia di pellegrini salgono in quota compiendo lunghi cammini a piedi dai borghi calabresi e lucani, accompagnati dal suono tradizionale di zampogne, organetti e tamburelli, per riaccompagnare solennemente l'effigie mariana nella sua dimora invernale in paese.
Esplorare in sicurezza: le guide ufficiali del Parco
Per camminare tra i sentieri più impervi, raggiungere i pini loricati sulle vette o scoprire i segreti geologici del parco, l'ente si affida a professionisti certificati riuniti nell'Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale del Pollino (con sede legale a Rotonda presso l'Ente Parco). Questi professionisti sono veri e propri interpreti ambientali e culturali del territorio. Le diverse professionalità specifiche delle guide che spaziano dal trekking, cicloturismo, birdwatching, accompagnamento per diversamente abili, escursionismo d'alta quota, traversate del massiccio, attività invernali sul Pollino centrale, escursioni a piedi, educazione ambientale, turismo acquatico, nordic walking, interpretazione culturale, escursioni in e-bike, al cicloturismo, potenziano l’offerta del turismo ambientale e sostenibile. E per quanto si possa essere esperti o conoscitori del posto, per le escursioni oltre la linea dei boschi o all'interno delle gole dei fiumi (come il Lao o il Raganello), l'Ente Parco raccomanda sempre di farsi accompagnare dalle Guide Ufficiali per via della variabilità meteo e della complessità morfologica del territorio.

