Il territorio di Cleto si sviluppa su un doppio livello geografico che ne definisce da sempre la storia e l'economia, valendo al centro cosentino la denominazione di "Comune dei due castelli". Da una parte c'è il nucleo antico, storicamente noto come Pietramala: un borgo medievale arroccato sulla pietra viva del Monte Sant'Angelo, dove le abitazioni storiche sono costruite direttamente a ridosso dei costoni di roccia arenaria. In cima a questo sperone si trova il castello normanno, che domina l'intero abitato e guarda verso la costa tirrenica. Dall'altra parte, a pochi chilometri di distanza, il paesaggio si apre verso la vallata rurale costeggiata dal fiume Savuto, dove si trova la frazione omonima sovrastata dalla seconda fortificazione medievale del comune. È una terra segnata da forti pendenze e terrazzamenti coltivati che scendono verso il corso d'acqua, dove la vegetazione spontanea della macchia mediterranea si alterna ai coltivi storici della zona, principalmente oliveti e agrumeti. Questa spaccatura fisica tra il borgo d'altura e la piana fluviale rappresenta l'identità autentica di un comune che ha mantenuto intatta la sua antica struttura rurale.

Su questo legame tra passato e identità si innesta l'azione amministrativa della giovane giunta guidata dal sindaco Armando Bossio. Alla guida del piccolo centro cosentino, Bossio ha impostato il proprio mandato con un approccio dinamico, finalizzato a rompere l'isolamento storico delle aree interne della Calabria. La sua gestione si sta caratterizzando per la capacità di intercettare fondi regionali ed europei, ma soprattutto per un lavoro costante di ricucitura sociale e di decoro urbano che punta a rimettere al centro i 1.300 residenti. La scommessa della sua amministrazione è quella di dimostrare che un piccolo borgo non è destinato allo spopolamento, ma può trasformarsi in un laboratorio di management pubblico moderno, dove la concretezza e la presenza sul territorio contano più delle vecchie logiche politiche.

È in questo quadro di valorizzazione territoriale che si inserisce AgriCleto, la Fiera dell’Agricoltura e dei Prodotti di Eccellenza, giunta quest'anno alla sua quinta edizione. La manifestazione, programmata per il fine settimana del 10 e 11 ottobre 2026, ha dovuto fare i conti fin dalle prime ore con le incognite del meteo: una forte pioggia iniziale ha infatti scompaginato i piani organizzativi della giornata di sabato, riducendo i tempi utili dell'evento. Di fronte all'emergenza del maltempo, è stato lo stesso sindaco a coniare la formula "tutto in un giorno", lanciando la sfida di concentrare l'intero palinsesto di eventi, degustazioni e incontri in un'unica giornata domenicale. Nonostante le difficoltà, la macchina logistica del comune e la comunità dei residenti hanno risposto con prontezza all'appello, salvando la manifestazione e trasformando la domenica in una maratona di affluenza e attività che ha ripagato gli sforzi dei produttori.

La giornata è iniziata prestissimo: la mattinata di domenica è cominciata infatti alle 9:30, segnando il momento del riscatto per l'intero staff. A testimoniare la solidità politica e istituzionale del progetto, il borgo ha visto il raduno e la partecipazione attiva di moltissimi sindaci arrivati dai comuni del comprensorio vicino. Al loro fianco, la centralità strategica della fiera per lo sviluppo rurale calabrese è stata ribadita dai massimi vertici del settore presenti sul posto: l'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo, la consigliera regionale e presidente della Commissione Agricoltura Elisabetta Santoianni e la direttrice generale dell'ARSAC Fulvia Caligiuri. È stato proprio questo tavolo istituzionale ad aprire formalmente la giornata con il tradizionale taglio del nastro.

Superata l'inaugurazione formale, le autorità si sono mosse all'interno di un'area espositiva che ha contato circa 150 stand, distribuiti in modo strategico per assecondare la morfologia del comune. Lo sdoppiamento del territorio si è tradotto in una precisa divisione merceologica: la parte valliva a ridosso del fiume ha ospitato i grandi marchi nazionali e internazionali di mezzi, trattori e attrezzature agricole per la meccanizzazione dei campi, mentre i vicoli in pietra e le piazzette del centro storico d'altura sono stati occupati dai banchi della filiera agroalimentare a chilometro zero, dalle micro-imprese enogastronomiche e dall'artigianato locale.

Durante il percorso inaugurale, l'assessore regionale Gianluca Gallo si è rivolto direttamente ai produttori e ai cittadini presenti, evidenziando il valore strategico delle produzioni di nicchia per l'economia delle aree interne. Nel suo intervento, Gallo ha rimarcato come la Regione Calabria stia sostenendo i piccoli centri che scelgono di investire sull'identità e sulla qualità, indicando Cleto come un esempio virtuoso di resistenza allo spopolamento. L'assessore ha poi sottolineato la necessità di superare i singoli campanilismi per costruire un sistema di promozione integrato che metta in rete l'intera vallata del Savuto, garantendo la continuità dei finanziamenti regionali per eventi capaci di generare un reale ritorno economico e turistico sul territorio.

Subito dopo l'inaugurazione e il confronto con i rappresentanti istituzionali, il borgo ha preso il ritmo di una vera e propria maratona per recuperare il tempo perduto a causa del maltempo. Il cambio di programma ha spinto gli organizzatori a ridisegnare i tempi della manifestazione, inserendo all'interno del cartellone domenicale anche gli appuntamenti e gli artisti inizialmente previsti per il sabato. Le piazze e le strade del centro storico si sono animate con l'apertura dell'area food, interamente dedicata ai banchi dei produttori locali e alle specialità gastronomiche della zona. Già nella tarda mattinata, l'attenzione si è concentrata sullo show cooking firmato T'Appatumi, presentato e guidato sul campo dallo chef Francesco Messina, che ha proposto la preparazione dal vivo di ricette basate sui sapori di casa e sui prodotti identitari del territorio. Sempre nella fascia che ha preceduto il pranzo, lo spazio dell'intrattenimento ha visto protagonista l'ironia di Paolo Marra. Accompagnato dal suo celebre personaggio satirico, il finto candidato sindaco Rocco Lorìa, Marra ha scatenato le risate del pubblico ironizzando sulla figura del primo cittadino reale Armando Bossio e sui due castelli del borgo, riprendendo dal vivo i tormentoni e le telefonate surreali che hanno spopolato sul web.

A fare da cornice a questi appuntamenti, fin dalla mattina e per tutto il pomeriggio, il paese è stato attraversato dal passaggio festoso dei giganti e da un ricco programma di attrazioni itineranti, mostre artigianali ed esibizioni di diverse band musicali, che hanno suonato dal vivo tra la gente riempiendo di note, spettacoli e folklore ogni angolo del centro storico fino all'imbrunire.

Con il calare del sole la manifestazione si è poi spostata sul palco principale per dare spazio alla comicità e alla musica della serata, che ha visto lo spettacolo di cabaret del duo Enzo e Sal e la grande chiusura con il concerto del cantautore Santino Cardamone. La performance ha radunato una piazza gremita di visitatori arrivati da tutto il comprensorio, suggellando il successo di un'edizione intensissima e salvata grazie allo sforzo comune. Le migliaia di persone che hanno riempito ogni spazio disponibile fino a tarda notte hanno decretato il successo definitivo di una scommessa che sembrava compromessa dal maltempo. Davanti ai flussi continui che hanno intasato positivamente i percorsi storici e commerciali, la quinta edizione di AgriCleto va in archivio non solo come un grande evento di attrazione, ma come la dimostrazione pratica di come la cooperazione tra amministrazione, residenti e produttori possa ribaltare una situazione di emergenza. La fiera ha confermato la sua vera identità di piattaforma economica sul campo, capace di unire in un unico circuito la compravendita di macchinari industriali per le aziende agricole a valle e la valorizzazione dei banchi enogastronomici e dell'artigianato tra i vicoli del borgo. Il paese ha retto l'impatto di un'affluenza straordinaria, dimostrando che AgriCleto non è una semplice sagra di paese, ma un mercato strategico dove la valorizzazione della propria identità e delle proprie risorse rappresenta una strada concreta e percorribile per il rilancio economico delle aree interne della Calabria.