Sabato 11 e domenica 12 luglio il Borgo di Savuto ospiterà l'evento che celebra la civiltà contadina e il legame profondo tra passato, presente e futuro
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Ci sono tradizioni che meritano di essere custodite, raccontate e vissute. È con questo obiettivo che, da quattro anni, la comunità di Cleto porta avanti la Festa del Grano, una manifestazione nata per non disperdere la memoria della civiltà contadina e per trasmettere alle nuove generazioni il valore delle proprie radici.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione è diventata uno degli appuntamenti più identitari del territorio, capace negli anni di attirare migliaia di visitatori e di coinvolgere decine di giovani volontari che oggi rappresentano il cuore pulsante dell'organizzazione.
La Festa del Grano non è soltanto una rievocazione storica. È un racconto collettivo che parla di sacrificio, lavoro, dignità e appartenenza. È il modo con cui una comunità sceglie di ricordare chi, attraverso il duro lavoro nei campi, ha costruito il futuro delle generazioni successive.
Anche quest'anno il Borgo di Savuto si trasformerà in un grande museo a cielo aperto dove sarà possibile rivivere tutte le fasi della raccolta e della lavorazione del grano, ascoltare testimonianze della tradizione contadina, degustare prodotti tipici e partecipare a momenti di musica popolare e aggregazione.
Il programma prenderà il via sabato 11 luglio con la benedizione del grano e i tradizionali racconti dedicati alla vita nei campi. Domenica 12 luglio, invece, spazio alle dimostrazioni delle antiche lavorazioni del grano, alla preparazione del pane e della pasta secondo le tradizioni locali, alle degustazioni gratuite e agli spettacoli musicali che animeranno il borgo fino a tarda sera. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare in notturna il Castello di Savuto.
«Questa festa – ha detto il sindaco Armando Bossio – rappresenta uno dei momenti più belli e significativi per la nostra comunità. Da quattro anni Cleto dimostra come sia possibile guardare al futuro senza dimenticare il proprio passato.
La mia comunità è un esempio straordinario di come si possano custodire e tramandare le proprie radici. La raccolta del grano è molto più di una semplice pagina di storia: è l'essenza delle nostre famiglie, il simbolo dei sacrifici compiuti da chi ci ha preceduto e che, con il proprio lavoro, ha permesso alle generazioni di oggi di vivere in una società migliore.
Vedere tanti giovani collaborare, impegnarsi e diventare i veri promotori di questa manifestazione è motivo di grande orgoglio. Significa che il messaggio è arrivato e che la memoria della nostra comunità continuerà a vivere anche attraverso le nuove generazioni.
La Festa del Grano non celebra soltanto il passato, ma costruisce il futuro, rafforzando il senso di appartenenza e l'identità di un territorio che non vuole dimenticare da dove viene»

