Si è concluso, a Roma, Beviamoci Sud, il grande evento dedicato ai vini del Sud Italia. Oltre 80 aziende e più di 300 vini in degustazione hanno offerto un racconto corale dei territori che sono sempre più maturi e consapevoli del ruolo identitario che svolgono nel panorama della enologia italiana. In questo ventaglio di offerta vitivinicola - spiega una nota - ormai la Calabria gioca sempre più un ruolo da protagonista.

Lo confermano i numeri dei risultati portati a casa alla fine della settima edizione dell'evento nato dalla passione e dall’impegno di Marco Cum (Riserva Grande) e Andrea Petrini, con la direzione tecnica di Luciano Pignataro: 15 aziende partecipanti, ben 9 etichette premiate, due nuovi ambasciatori dei vini del Sud made in Calabria a testimonianza del fermento e dell'attenzione che la regione esprime nel settore.

Inoltre la masterclass dedicata ai vitigni Zibibbo e Magliocco canino, espressione autoctona della viticoltura che compone il panorama della nascente Doc Costa degli Dei nel Vibonese, in poche ore ha fatto registrare il sold out di partecipanti catturando l'attenzione di operatori e stampa enogastronomica.

Nel corso della manifestazione sono stati inoltre assegnati i Premi Beviamoci Sud Roma – Eccellenze 2026, dedicati alle etichette che meglio hanno espresso qualità, identità territoriale e visione contemporanea. Due primi posti per la Calabria nella categoria Miglior vino Rosato con "Rosaspina 2024" della cantina Spadafora 1915, e Miglior vino rosso assegnato a "Ripe del Falco 2018" della cantina Ippolito 1845.

E ancora ben due secondi posti per i vini "Pecorello 2024" sempre di Ippolito 1845 (categoria vini bianchi) e "Centocamere 2021 Passito" di Barone G.R. Macrì (vini dolci). Sempre la cantina Barone Macrì ha visto classificarsi al quarto posto nella categoria Spumante il Metodo Classico Brut Rosè Centocamere 2020. E poi ancora premi per "Roverella 2024" di Tenuta Macchione (quinto posto nella categoria vini bianchi e quarto posto nella categoria Etichette), e "Montonico 2024" (terzo tra Amber Wine) e "Pot Purri 2022" (quarto posto tra i vini rossi) entrambi della cantina JSF Grisafi.

Calabria protagonista non solo con i vini ma anche con i professionisti del settore che nel corso dell’anno si sono distinti per l’impegno concreto nella valorizzazione dei vini del Sud Italia, premiati con il titolo di "Ambasciatori di Beviamoci Sud Roma" assegnato quest'anno - tra gli altri - a Guglielmo Gigliotti master sommelier e gastronomo e al giornalista enogastronomico Vincenzo Alvaro.

Le cantine calabresi a Beviamoci Sud

Le aziende Barone G.R. Macrì, Cantina Masicei, Casa Comerci, Cantine Artese, Cantine Benvenuto, Cantine Dastoli, Cantine Lacquaniti, Farneto del Principe, JFS Grisafi, Ippolito 1845, Librandi, Origine & Identità, Spadafora 1915, Tenuta Contessa, Tenuta Macchione hanno partecipato per la Calabria all'evento romano ormai consolidato come osservatorio vivo e dinamico della viticoltura del Sud che chiude con successo «un’edizione straordinaria – ha dichiarato Luciano Pignataro, direttore tecnico di Beviamoci Sud Roma – caratterizzata da degustazioni di altissimo livello e da un pubblico sempre più qualificato e consapevole. Essere parte di un progetto che cresce anno dopo anno in autorevolezza e profondità è motivo di grande orgoglio: Beviamoci Sud Roma riesce a raccontare il Sud del vino con competenza, visione e rispetto per i territori. L’entusiasmo vissuto al Westin Excelsior rappresenta il punto di partenza per una nuova edizione ancora più ambiziosa. L’appuntamento è già fissato al 2027, per continuare a scrivere insieme il futuro del grande Sud del vino».

La Costa degli Dei vera rivelazione della settima edizione di Beviamoci Sud

E come detto, i vini della nascente Doc Costa degli Dei hanno catturato l’attenzione degli addetti ai lavori. Quella di quest’anno, settima edizione di Beviamoci Sud, è stata di sicuro un’esperienza molto positiva per le cantine vibonesi. Accompagnati dal Gal Terre Vibonesi i produttori di Cantina Masicei, Casa Comerci, Cantine Artese, Cantine Benvenuto, Cantine Dastoli, Cantine Lacquaniti, Origine & Identità sono stati la rivelazione dell’appuntamento. Lo dicono i numeri, che hanno fatto registrare il sold out tra ristoratori, enotecari, buyer e professionisti del vino per la masterclass curata dal giornalista Luciano Pignataro che ha permesso, domenica 1° febbraio, di approfondire la conoscenza diretta di Magliocco canino e Zibibbo. Ma anche la cena di anteprima dedicata alla futura denominazione calabrese – ospitata da Bencò Osteria calabrese – ha visto la partecipazione di tanti operatori della stampa nazionale di settore e un folto pubblico che ha decretato il successo e la piacevolezza delle proposte gastronomiche firmate da Manuel Bennardo e l’espressività dei vini delle cantine vibonesi accompagnate da Domenicantonio Silipo, presidente dell’Associazione viticoltori vibonesi.

«Torniamo a casa con un nuovo bagaglio esperienziale importante – ha dichiarato il presidente del Gal Terre vibonesi, Vitaliano Papillo – ma anche con la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Tanti professionisti del settore ma anche il pubblico, accorso numeroso all’evento presso il The Westin Excelsior Roma sono rimasti sorpresi e affascinati dalla qualità e dalla varietà dei vini prodotti sul nostro territorio. I produttori hanno saputo raccontare il territorio e approfondire la conoscenza delle proprie realtà produttive che oltre alla qualità sono arricchite da storie affascinanti e volontà di fare “insieme” la strada verso il riconoscimento della Doc che premierà gli sforzi di quanti hanno creduto in questo progetto di valorizzazione territoriale. Il vino, lo abbiamo detto più volte, è uno degli assi sul quale si muove il lavoro sul campo che vuole presentare complessivamente l’offerta del vibonese a turisti, viaggiatori, giornalisti, appassionati che hanno voglia di venire a scoprire la ricchezza della nostra provincia».

Tra le 80 aziende partecipanti da tutto il Sud, ben sette tra le 15 calabresi arrivavano dal Vibonese, segno distintivo della volontà di ben figurare ed essere presenti per i produttori della nuova Doc in attesa di validazione da parte del ministero delle Politiche agricole. Un’edizione da record, che ha fatto registrare un pubblico complessivo vicino alle mille presenze, con oltre 200 operatori del settore che hanno approfittato della manifestazione romana per conoscere da vicino produttori che credono nella riscoperta dei vitigni autoctoni.

Tra le prossime tappe del percorso di promozione dei vini e delle cantine vibonesi c’è ora l’evento vinicolo per eccellenza, il Vinitaly, dove il Gal Terre Vibonesi accompagnerà le cantine della futura denominazione in un continuo racconto che vuole preparare all’arrivo del riconoscimento tanto atteso. Ma sono già in programma anche attività sul territorio regionale per celebrare un evento che raccolga tutte le potenzialità del Vibonese attraverso l’esaltazione del Marchio territoriale di qualità e le aziende ad esso aderenti, in una festa collettiva con ospiti illustri che aiutino nel racconto a più voci dei marcatori identitari.