La vittoria dell’ultradestra in Sassonia-Anhalt mette i due vicepremier su fronti opposti. Giorgia Meloni non commenta pubblicamente, mentre Palazzo Chigi lascia filtrare che Italia e Germania non sarebbero paragonabili
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Nel centrodestra parlano tutti. Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, festeggia; Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, prende le distanze; Stefania Craxi, capogruppo degli azzurri al Senato, alza il tiro contro Roberto Vannacci, ex generale, eurodeputato e leader di Futuro Nazionale. Solo Giorgia Meloni, presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia, tace. Ed è proprio il suo silenzio a diventare il fatto politico più interessante dopo la vittoria di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt.
A quattro giorni dalle elezioni tedesche, Giorgia Meloni non ha espresso pubblicamente alcun giudizio sul risultato di AfD. Non ha condannato il partito co-guidato a livello federale da Alice Weidel, economista e leader dell’opposizione nel Bundestag insieme a Tino Chrupalla, ma non si è neppure unita alle congratulazioni arrivate dalla destra sovranista. Il silenzio, però, non è vuoto: secondo una ricostruzione del Corriere della Sera, da Palazzo Chigi fanno sapere che un capo di governo non dovrebbe commentare una consultazione regionale celebrata in un altro Stato e che Italia e Germania sarebbero due realtà politiche molto diverse.
Salvini festeggia, Tajani frena
Il risultato tedesco non è uno di quelli che passano inosservati. AfD, guidata nella competizione regionale da Ulrich Siegmund, candidato alla presidenza della Sassonia-Anhalt, ha conquistato quasi il 44 per cento dei voti, più che raddoppiando il 20,8 per cento del 2021, mentre la Cdu è precipitata dal 37,1 a poco più del 17 per cento. Il partito ha ottenuto 39 seggi sugli 83 del Parlamento regionale, fermandosi a tre deputati dalla maggioranza assoluta e infliggendo una sconfitta pesantissima a Friedrich Merz, cancelliere tedesco e leader della Cdu.
Matteo Salvini si è congratulato con la sua «amica Alice Weidel» e ha letto quel voto come una richiesta di «cambiamento, sicurezza e lavoro». «Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia», ha scritto il leader della Lega, rispondendo poi ad Antonio Tajani: «Le elezioni non sono mai un problema».
Il ministro degli Esteri ha reagito in maniera opposta. «La vittoria di AfD è una pessima notizia», ha affermato Antonio Tajani, marcando la distanza di Forza Italia da una forza contraria all’euro, ostile all’attuale costruzione europea e troppo vicina alla Russia.
I due vicepremier continuano a sedere allo stesso tavolo di governo, ma davanti al risultato tedesco vedono due scenari completamente differenti: per Matteo Salvini è la rivincita della destra sovranista, per Antonio Tajani un pericolo dal quale il centrodestra italiano deve tenersi lontano.
Craxi: «Vannacci è la quinta colonna della sinistra»
A rendere lo scontro ancora più evidente sono state le parole di Stefania Craxi. Intervistata da Repubblica, la capogruppo di Forza Italia al Senato ha riconosciuto che un risultato di queste dimensioni non possa essere liquidato con sufficienza. «Quando le cifre sono così significative, non si può ignorare la volontà degli elettori. Per quanto, voglio dirlo con forza, non condivido nulla delle loro posizioni estremiste», ha dichiarato Stefania Craxi.
La senatrice invita a non considerare quasi metà degli elettori della Sassonia-Anhalt come nostalgici del nazismo e individua dietro quel voto una crescente insicurezza economica e sociale, insieme all’immobilismo della grande coalizione tedesca. Comprendere il disagio, tuttavia, non significa accettare le proposte di AfD.
Quando il discorso arriva in Italia, nel mirino finisce Roberto Vannacci. Stefania Craxi sostiene che Futuro Nazionale non possa essere completamente assimilato al partito tedesco, soprattutto perché non possiede la stessa base territoriale costruita da AfD nella Germania orientale. Poi arriva l’affondo. «Roberto Vannacci allo stato fa la quinta colonna della sinistra in Parlamento», ha dichiarato Stefania Craxi, accusando il leader di Futuro Nazionale di sottrarre consensi ai partiti della maggioranza e di indebolire l’intero centrodestra.
Non è soltanto una disputa ideologica. Nel sondaggio SWG presentato il 7 settembre dal TgLa7, Futuro Nazionale ha raggiunto il 7,7 per cento, mentre Forza Italia è scesa al 6,9. Roberto Vannacci siede inoltre al Parlamento europeo nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, lo stesso al quale appartengono gli eurodeputati di AfD.
Il silenzio che conviene alla premier
Il silenzio di Giorgia Meloni si spiega anche così. Se la presidente del Consiglio festeggiasse la vittoria dell’ultradestra tedesca, entrerebbe in contrasto con Antonio Tajani e con il Partito popolare europeo; se la condannasse apertamente, lascerebbe a Matteo Salvini e Roberto Vannacci tutto lo spazio della destra sovranista.
Da Palazzo Chigi viene fatta filtrare un’altra lettura: l’Italia avrebbe già attraversato la propria grande ondata populista con il Movimento Cinque Stelle, mentre Friedrich Merz sarebbe frenato dall’alleanza di governo con i socialdemocratici. Giorgia Meloni ha continuato a parlare di immigrazione durante l’incontro con Bart De Wever, primo ministro del Belgio. «La libera circolazione in Europa si difende presidiando e chiudendo i confini europei all’immigrazione clandestina», ha affermato la presidente del Consiglio, evitando però qualsiasi riferimento diretto ad AfD.
Giorgia Meloni sceglie dunque di non schierarsi pubblicamente tra i suoi due vicepremier. Lascia che Matteo Salvini esulti, che Antonio Tajani alzi il muro e che Stefania Craxi attacchi Roberto Vannacci. La presidente del Consiglio resta in silenzio, forse perché, in questo momento, qualunque parola rischierebbe di costarle più del silenzio.

