È bastato poco per far partire ricorsi e veleni che tra i corridoi della Cittadella regionale non mancano mai. Nel mirino è finita l’Arpacal, l’Agenzia della Regione Calabria per la protezione dell’ambiente guidata da Michelangelo Iannone: la semplice pubblicazione di due bandi ha già alzato la tensione nonostante la macchina burocratica per portarli a compimento non sia a pieno regime. I concorsi indetti dall’Agenzia si trovano infatti al centro di polemiche, con ricorsi e critiche diffuse dentro e fuori l’ente, che mettono nel mirino alcune scelte del management.

Tra le procedure contestate, spicca il bando emanato con la delibera 659 del 29 dicembre 2025, volto a reclutare un nuovo direttore della struttura Risorse Umane e Performance a tempo pieno e indeterminato.

Il dirigente della struttura ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro tramite l’avvocato Francesco Pitaro, sostenendo che la selezione esterna non fosse giustificata, dato il personale interno già idoneo al ruolo. Nel ricorso vengono sollevati diversi profili critici, tra cui la presunta violazione dell’articolo 19 del decreto legislativo 165/2001, che garantisce priorità al personale interno per i posti dirigenziali, e la contestazione di difetto di motivazione, eccesso di potere, contraddittorietà, sviamento della causa tipica, illogicità e ingiustizia manifesta. L’avvocato Pitaro si è riservato la possibilità di rivolgersi anche alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei conti per valutare eventuali ipotesi di reato o danni erariali legati al bando.

Sotto i riflettori c’è anche il concorso per il vertice del servizio Comunicazione, Educazione Ambientale ed Editoria. La procedura mira all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un dirigente con ampio raggio d’azione: gestione della comunicazione istituzionale, rapporti con i media, comunicazione del rischio ambientale, supervisione dei canali digitali e social, editoria, organizzazione di eventi, trasparenza e accesso civico.

La selezione prevede due prove scritte e una prova orale, con eventuale preselezione in caso di domande numerose. Anche in questo caso, le critiche si concentrano sul fatto che Arpacal possieda già personale idoneo, e che sia possibile attingere da graduatorie di altri concorsi con lo stesso background conoscitivo richiesto.