«Quella di Amendolara non è la storia di una lite finita in tragedia. È la storia di un sistema. Un sistema in cui lavoratori migranti vivono stipati in case sovraffollate, raccolgono fragole per pochi euro, aspettano per mesi stipendi che non arrivano, pagano perfino il trasporto ai caporali che li sfruttano. Un sistema in cui chiedere un contratto regolare e il salario dovuto può trasformarsi in una condanna. Per questo non basta parlare di barbarie. La barbarie non nasce nel vuoto. Nasce dove lo sfruttamento viene tollerato, dove i controlli sono insufficienti, dove migliaia di lavoratori restano invisibili finché non diventano una notizia di cronaca». Così la vicepresidente del M5s, Vittoria Baldino, a margine dell'incontro che si è tenuto a Corigliano Rossano su "Infrastrutture, trasporti e dissesto idrogeologico in Calabria”.

«Poi c'è un'altra responsabilità che non può essere ignorata, quella della nostra politica regionale tutta fumo e kermesse. Da anni - ha osservato Baldino - assistiamo a politici che si presentano nelle piazze e nelle fiere agricole vantandosi di aver distribuito contributi, accessi a bandi e finanziamenti come se fossero favori personali. Si vantano dei milioni stanziati, delle risorse erogate, delle inaugurazioni e delle passerelle. Ma un'agricoltura moderna non si costruisce distribuendo soldi a pioggia. Si costruisce creando una civiltà d'impresa, tutelando il lavoro regolare, premiando chi rispetta le regole e isolando chi fonda la propria competitività sullo sfruttamento».

«Fa ancora più rabbia ricordare che nel 2024 - ha proseguito - il capogruppo del Movimento 5 stelle, Davide Tavernise - aveva depositato in Consiglio regionale una proposta di legge per contrastare il caporalato, promuovere il lavoro agricolo regolare, premiare le aziende virtuose e rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo. Una proposta rimasta ferma, abbandonata nei cassetti della politica regionale».