Il sindaco a “Buongiorno in Calabria” stigmatizza l'ennessimo stop. Contesta anche la presenza di materiali prima sconosciuti e parla di radiottività naturale. Infine un passaggio sul futuro: «Mi ricandido, ho le liste pronte»
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La bonifica di Crotone come la tela di Penelope, la mattina si intesse e la si sera distrugge. Penelope in questo caso è Eni Rewind che sta adottando una tattica dilatoria per eseguire i lavori di stabilità nella conferenza dei servizi del 2019, 26 anni fa. L'ultimo problema sollevato da Eni la presenza di rifiuti radioattivi nei siti da bonificare.
Un atteggiamento che il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ospite del format LaC Tv “Buongiorno in Calabria”, ha stigmatizzato con forza. «Colgo l'occasione, perché è importante anche far capire ai cittadini di che tipo di radioattività si parla. È una radioattività naturale - ha detto il sindaco - Chi va con un contatore Geiger vicino a un blocco di tufo può rilevare dei parametri e dei valori un po' più alti rispetto ai normali. Per cui si parla col Tenorm di una radioattività naturale, che si è arricchita in questi materiali che venivano trattati nel forno fosforo dell'ex Montedison».
Tornando alla bonifica, Voce ha ricordato che «Eni ha presentato un progetto con una variante dividendo la bonifica di due discariche a mare, sostenendo che in una parte di questa discarica, ovvero quella dell'ex stabilimento Pertusola Sud, non ci fossero né Tenorm né amianto. Noi abbiamo accettato lo stralcio di quella bonifica e oggi scoprono che sono presenti anche i Tenorm. Quindi direi che tutta l'attività di caratterizzazione che è stata fatta su quei materiali è stata fasulla. Qualcuno è responsabile su quelle caratterizzazioni. Questo dobbiamo dirlo con schiettezza. Questi materiali per noi, non sono certamente una novità, li abbiamo trovati nel Castello, sono seppelliti sotto le strade perché sono dei metasilicati durissimi che fino agli anni 90 sono stati utilizzati come sottofondi stradali. Oggi non si usano più perché le norme sono cambiate e sono stati classificazioni come rifiuti speciali».
L’incidenza di neoplasie
Un dato però è certo ovvero l’incidenza di neoplasie, altissima, a Crotone. «Lo studio Sentieri sostanzialmente ha dimostrato che nelle aree inquinate, l'incidenza da patologie tumorali è superiore rispetto alla norma, per cui questi sono dati scientifici, non possiamo smentirli così su due piedi. Bisogna fare la bonifica, bisogna fare una bonifica seria e purtroppo il POP fase 2 che è stato approvato con decreto nel 2020, imponeva dei limiti; su tutti, c'era questo provvedimento del PAUR autorizzatorio da parte della Regione Calabria che impone il trasferimento dei rifiuti fuori Regione. Il vero nodo delle bonifiche però, e questo io l'ho ribadito nel comunicato che abbiamo fatto insieme al Presidente della Provincia, perché dal punto di vista istituzionale c'è sempre stata, e voglio ribadirlo con forza, questa intesa con la Regione Calabria, col presidente Occhiuto che ci ha messo la faccia su questa bonifica crotonese, il vero problema è che Eni da sempre sta cercando di non portare in discarica quei materiali, resta il fatto che quando ha avuto la possibilità di portarle in discariche anche locali, anche nelle discariche crotonesi non li ha portati. Ecco, questo è il vero paradosso, è un problema di costi.
Eni vorrebbe lasciare quei rifiuti su Crotone, su degli impianti di confinamento… Cosa sono? Delle vasche da realizzare sul sito di Pertusola nelle quali spostare i rifiuti di pochi centinaia di metri, è un problema di soldi. Vorrei ricordare che a Crotone il fattore di pressione (la capacità di un territorio di ospitare discariche, ndr) è quasi il doppio rispetto a quello stabilito dalla Regione Calabria. Per cui riteniamo che anche questi impianti di scopo oggi non si possono più costruire. Cosa bisogna fare, cosa deve fare Eni e cosa deve fare Edison? Visto che non ci sono discariche in Italia e all'estero, quello che vorrebbero fare a Crotone devono andarlo a farlo in un altro sito, in un'altra regione, per cui questi impianti di scopo andassero a farli in un'altra area, perché Crotone ha già pagato tanto».
Voce giudica poi un problema minori la presenza degli scheletri industriali, intesi come manufatti, lasciati dall’ex Montedison. «Per la demolizione di alcuni fabbricati che sostanzialmente riguardano l'area Ex-Sasol è in corso la liquidazione per cui c'è la curatela fallimentare. Hanno già fatto diversi tentativi di vendere quell'area ma non è un (12:48) problema. Il sito Ex-Sasol è uno dei siti meno inquinati del territorio di Crotone. Il sito più inquinato è quello dello stabilimento Ex-Pertusola e anche lì Eni, come abbiamo scritto nel comunicato ieri, sta cercando di evitare quella soluzione che abbiamo portato avanti nelle conferenze dei servizi. Eni ha una strategia, si porta avanti con un progetto. Quando viene definito con tutti gli organismi tecnici tipo ISIN per quanto riguarda i materiali radioattivi, Ispra, Arpacal, di punto in bianco ripresenta un nuovo progetto e ripartiamo da zero. Tant'è che nella prossima conferenza dei servizi che sto sollecitando in queste ore, che probabilmente faremo la prossima settimana, chiederò al Ministero di prendersi la fidejussione che la bonifica ce la facciamo da noi perchè tutto questo rimandare ha stancato un po’ tutti».
Nel frattempo non si hanno notizie sulla nomina del nuovo commissario ad acta per la bonifica. Anche qui Voce è netto: «Abbiamo avuto due commissari, con tutto il rispetto personale sulle figure professionali, ma il primo commissario ci ha rifilato un progetto di bonifica, le cui difficoltà le stiamo affrontando in questi anni. Il secondo ha fatto delle ordinanze che sono state demolite e distrutte dal TAR… Prima ha portato l'esercito, come se l'esercito, non abbiamo capito cosa doveva fare. Mi ricordo che siamo andati all'aeroporto a ricevere questo aereo militare, ma ci chiedevamo tutti quanti che sono venuti a fare questi qua? Quindi se devono mandare un commissario come i due precedenti che abbiamo avuto, che facessero a meno di mandarli, che dessero la nomina a un dirigente della Regione e almeno ce la vediamo noi in casa».
Il riferimento è ovviamente al risarcimento che il Tribunale di Milano ha imposto ad Eni e che è stato incassato dalla Presidenza del Consiglio. «L'ultimo commissario, devo dire la verità, aveva delineato un piano di spesa con questi fondi, inizialmente erano 72 milioni di euro, poi c'è stato un contenzioso con Eni e si sono ridotte di 4 o 5 milioni, però il capitale è a disposizione del commissario per le bonifiche. Una bonifica in danno ai responsabili, i commissari non l'hanno fatta, quindi il principio di chi inquina paga era la prima cosa che avrebbero dovuto fare, perché ricondurre la tipologia di inquinanti ad Eni o ad Edison la Provincia l'ha già fatto, per cui nessuno rifà azioni giudiziarie per far pagare i responsabili del danno ambientale».
Questa vicenda però riaccende i riflettori anche sul delicato tema delle energie rinnovabili, a partire dall’eolico che in questi giorni in Calabria è tornato al centro del dibattito. Impianti invasivi che non portano nulla nelle tasche dei calabresi. «Il comune di Crotone - ricorda Voce - su un parco eolico che è fatto sulle colline San Biagio, qualche royalty la prende, intorno a 200.000 euro, ma oggi chi costruisce quella tipologia di impianti prende briciole. Crotone però prende le royalty dalle piattaforme di estrazione del gas metano . Royalties che si sono via via assottigliate, oggi sono più o meno un milione e mezzo di euro all'anno, però voglio dire, noi prendiamo sia l'IMU delle piattaforme che le royalty del gas metano. Personalmente ho chiuso un accordo di sviluppo con Eni, però non Eni Rewind che si occupa delle bonifiche, con la quale siamo in guerra permanente. Con l'altra parte di Eni, che è quella che si occupa di gas e oil, abbiamo chiuso un accordo di sviluppo, a parte l'Imu e a parte le royalty, abbiamo portato nelle casse comunali quasi 17 milioni di euro. Per cui con una parte di Eni si ragiona, con un'altra parte siamo in guerra, perché Eni Rewind è quella che dovrebbe togliere centinaia di milioni di euro di bonifiche, all'anno non spendono nemmeno i soldi di interessi, rispetto la cifra».
Il futuro politico
In chiusura Voce ha parlato anche del suo futuro politico. «Io mi ricandiderò ovviamente - dice il Sindaco - ancora non siamo entrati nel vivo delle interlocuzioni. Ho un legame molto forte sia con l'ex presidente della Provincia, oggi consigliere regionale, Ferrari ma anche con il governatore Occhiuto. In campagna elettorale alle regionali io e il mio gruppo abbiamo sostenuto entrambi. Io, ripeto, mi ricandiderò, ho già le mie liste pronte, ho già qualche alleato e vedremo anche cosa farà Forza Italia. Vedremo, la cosa certa è che chiederò la continuità amministrativa ai cittadini crotonesi».
Sulla presunta scazzottata con un suo membro di maggioranza, invece, Voce non si sbilancia. «Guardi, è in corso un procedimento giudiziario . Sono stati già sentiti tutti i testimoni, io ancora no, per cui mi riservo di parlarne prima nelle sedi deputate. Ma posso dire una cosa, che in base a quelle testimonianze che sono state fatte dai presenti, le cose sono andate molto, ma molto, molto diversamente da come ha raccontato il consigliere , per cui sono convinto che ci sarà... emergerà la verità, ecco. La vera aggressione l'ha fatta lui ingiuriandomi e offendendomi pesantemente, ecco . Lì è iniziata l'aggressione. Vedremo insomma la conclusione del procedimento. Una cosa la dico veramente, non c'è stato e non ho dato nessun pugno e nessun calcio, per cui questo emergerà sicuramente da un eventuale processo dal giudice di pace»



