«Quando i dati incontrovertibili, i rapporti, le analisi e i resoconti economici sullo stato della nostra Regione smentiscono clamorosamente la narrazione del presidente della Calabria e dei ripetitori seriali di questo racconto fantastico, e quando perfino la Corte dei Conti evidenzia serie e sostanziali criticità sulla fine del commissariamento della sanità, è comprensibile che Roberto Occhiuto si innervosisca. Ma la realtà continua a superare e a contraddire la propaganda». È quanto dichiara Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra.

«La dichiarazione della fine del commissariamento, senza il superamento del Piano di rientro, è stata una mezza presa in giro, pagata a caro prezzo con l'approvazione delle pre-intese per quattro regioni del Nord: un tradimento degli interessi e delle ragioni dei cittadini calabresi.»

Per Pignataro, è sufficiente leggere il Rapporto Istat per comprendere il quadro reale della regione. «L'Istat descrive una Calabria nel baratro: sempre più povera, ultima per sanità e welfare, attraversata da disuguaglianze crescenti e da uno svantaggio strutturale sul reddito e sul lavoro. L'Italia a due velocità, qui, diventa un abisso, una "distanza siderale", per dirla con Brunori Sas. I salari sono più bassi rispetto al resto del Paese, i lavoratori sono più vulnerabili e l'insicurezza alimentare raggiunge il 13,2%, un dato superiore anche alla media del Mezzogiorno.»

Il segretario regionale di Avs richiama anche gli indicatori relativi alla povertà e all'esclusione sociale. «La grave deprivazione materiale e sociale, cioè l'impossibilità di permettersi almeno sette beni essenziali, colpisce oltre il 10% della popolazione calabrese. È il segno di una crisi profonda che non può essere nascosta dietro slogan e campagne di comunicazione.»

Ampio spazio è dedicato alla sanità. «La sanità resta la questione centrale per i cittadini calabresi. Per questo Alleanza Verdi Sinistra ha aperto una vera e propria vertenza nazionale. Da anni denunciamo un finanziamento inferiore a quello dovuto, nonostante la Calabria sia la regione con la più alta incidenza di persone affette da multicronicità. Eppure continua a ricevere una delle quote pro capite più basse del Fondo sanitario nazionale. È anche per questo che abbiamo presidiato per mesi gli ospedali calabresi, chiedendo un risarcimento per questa terra e l'azzeramento del Piano di rientro».

Pignataro richiama anche i dati sul welfare e sull'occupazione.

«La Calabria registra il record negativo della spesa sociale: appena 46 euro pro capite contro una media nazionale di 135 euro e i 177 euro del Nord-Est. Inoltre, continua a collocarsi tra le regioni con i più bassi tassi di occupazione d'Italia».

Secondo il segretario regionale di Sinistra Italiana, anche il fenomeno della povertà energetica conferma la gravità della situazione. «Oltre il 13% della popolazione non riesce a sostenere le spese per il riscaldamento, il raffrescamento e gli altri consumi energetici essenziali, in un Mezzogiorno dove è già molto più elevato il rischio di povertà assoluta.»

«La Calabria rappresenta oggi il punto più alto delle disuguaglianze italiane. È stabilmente agli ultimi posti nelle classifiche nazionali per benessere economico, spesa sanitaria, welfare locale, occupazione e accesso ai servizi essenziali. A una situazione così drammatica non si può rispondere con analisi superficiali o con una narrazione fallace che racconta una realtà inesistente e si scontra ogni giorno con la vita delle persone».

Per Pignataro, la risposta deve essere strutturale. «Piuttosto che innervosirsi e pensare di risolvere tutto con la comunicazione, bisognerebbe seguire le indicazioni dell'Istat. Non siamo di fronte a un'emergenza temporanea, ma a un sistema di svantaggio destinato ad aggravarsi, tra minori risorse pubbliche, servizi insufficienti, scarsa attrattività per investimenti e capitale umano ed emigrazione dei giovani, soprattutto laureati. Servono politiche integrate per sostenere natalità, occupazione e reddito, vere politiche attive del lavoro, piani straordinari per l'occupazione nei settori innovativi e nei servizi alla persona e una programmazione della spesa orientata ai comparti con maggiore capacità di creare lavoro. Serve una svolta, una vera rivoluzione».

«Quello che manca alla Calabria è un governo capace di affrontare una crisi strutturale con un progetto altrettanto strutturale. Le sceneggiate del presidente lasciano il tempo che trovano. Non ci sono gli sfigati o quelli che godono delle disgrazie della Calabria. Ci sono persone che vedono i problemi, li denunciano perché vogliono bene a questa terra e chiedono che vengano affrontati. E ci sono quelli che preferiscono nasconderli, facendoli incancrenire. È la vecchia politica che tanto male ha fatto alla nostra regione».

Infine, l'affondo politico. «Prima o poi finirà l'abbuffata retorica di feste e sagre e si dovrà fare i conti con la crisi reale vissuta dai calabresi. Questo governo regionale ha fallito, scegliendo la propaganda invece della verità e sacrificando gli interessi della Calabria alla subalternità nei confronti del governo nazionale».

«Per questo – conclude Pignataro – l'alternativa si costruisce con un progetto, un'idea e un programma. Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra chiama tutte le forze progressiste, le forze economiche e sociali, i movimenti e le associazioni a costruire insieme un programma partecipato, discusso dal basso e condiviso, per restituire finalmente alla Calabria una speranza, un futuro e una classe dirigente competente, capace di perseguire il bene comune».