Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ribadisce l'invito agli alleati di non rinnovare contratti che finanziano il regime castrista. I medici caraibici però qui sono necessari e Occhiuto le prova tutte per non scontentare Trump
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La Calabria si scopre al centro della geopolitica. Non tanto perché la nostra regione si trova nel raggio d'azione dei missili iraniani, ma per una vicenda ben più delicata: i medici cubani.
Come si ricorderà la Regione ha stipulato nell'agosto del 2022, per sopperire alla cronica carenza di medici, un accordo con la Comercializadora de Servicios Medicos cubanos, società commerciale con capitale interamente cubano con sede a L'Avana. L'accordo prevedeva l'invio di contingenti di medici cubani in Calabria.
La cosa ovviamente non va giù agli Stati Uniti di Donald Trump che stanno cercando di tagliare ogni aiuto economico possibile per Cuba . Il presidente americano infatti è convinto che non ci sia bisogno di una guerra per buttare giù il regime castrista, che sta crollando da solo. Per questo Washington sta cercando di strangolare economicamente l'isola caraibica che ha nell'esportazione dei suoi medici uno delle fonti di reddito e valuta. In questo momento Cuba è presente in 56 paesi, con più di 24mila collaboratori medici.
Tornando in Calabria stiamo parlando di un affare da 28 milioni di euro. L'accordo prevede infatti che ogni medico debba ricevere un compenso di 1200 euro netti (tutta la fiscalità relativa è a carico della Regione), mentre alla società vanno 3500 euro a camice bianco. Il tutto in euro, valuta che non conosce la svalutazione dei pesos cubani, da pagare su un conto presso la Bce. Se si considera che Occhiuto ha dichiarato l'intenzione di arrivare a mille cubani è chiaro come questa cosa non può piacere agli Usa.
Questi stanno facendo pressione sui Paesi che utilizzano le brigate mediche cubane per revocare le convenzioni. Una mossa che ha avuto successo con l'Honduras, ad esempio, che non ha rinnovato i contratti alla scadenza. Anche in Guatemala si è verificata una situazione simile. Mentre altri paesi come Venezuela e Messico hanno smesso di rifornirsi di petrolio l'isola creando un fortissimo deficit energetico e non solo. La carenza di petrolio sta avendo effetti devastanti anche sul turismo (altra importante fonte del Pil cubano). Cuba ha annunciato che non potrà più fare rifornimento agli aerei che atterreranno sull'isola. L'effetto è che diverse compagnie aeree stanno cancellando L'Avana dalle loro destinazioni.
Tornando ai medici, Marco Rubio, Segretario di Stato Usa e considerato tra i più ascoltati consiglieri del presidente Donald Trump, l’altro giorno è intervenuto nuovamente sulla questione. Il Segretario di Stato ha paragonato senza mezzi termini il programma medico cubano «ad una tratta di esseri umani». Secondo Rubio la libertà di movimento dei dottori coinvolti nelle missioni all’estero «è fortemente limitata. E vogliamo che questi Paesi capiscano che è a questo che stanno partecipando. Stanno pagando questi soldi al regime, che li riscuote. Avete visto altri Paesi che hanno deciso di pagare direttamente i medici, ma i cubani non lo permettono».
Nessun riferimento alla Calabria, ovviamente. Il commissario Roberto Occhiuto da tempo dice che non c’è nessun accordo diretto con il governo cubano. Non solo ma in consiglio regionale ha sottolineato come alcuni medici cubani hanno lasciato la missione alcuni per andare a lavorare nel settore privato, a dimostrazione che non si tratta assolutamente di schiavi.
Ma l’America insiste. Nelle settimane scorse Occhiuto ha incontrato Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, venuto in Calabria proprio a discutere della questione. «Nelle ultime settimane - ha dichiarato Occhiuto al termine dell’incontro –, anche in ragione di una proficua collaborazione instaurata con il Dipartimento di Stato Usa e con il consolato americano, abbiamo deciso di verificare una strada alternativa per il reclutamento degli ulteriori medici, e lo abbiamo fatto attraverso la pubblicazione - avvenuta a metà gennaio - di una manifestazione di interesse che si rivolge a tutti i camici bianchi Ue ed extra Ue che vogliano venire a lavorare in Calabria. Quindi, in conclusione, ho detto ad Hammer che i medici stranieri sono assolutamente necessari, ma che la nostra Regione è disponibile ad accogliere tutti i medici - comunitari, extracomunitari, cubani non vincolati alla missione già esistente».
Come dire, dateci voi i medici che noi rinunciamo ai cubani. Intanto alla manifestazione di interesse del 15 gennaio scorso hanno risposto circa 200 medici, anche con titoli non riconosciuti dall’Ue. Il che apre qualche rischio. Per ora, però, non è stato assunto nessuno, a dimostrazione che non sembra intravedersi una strategia chiara sul fabbisogno di personale sanitario. Il consiglio regionale, poi, ha approvato due provvedimenti (nonostante non ne abbia alcuna competenza) uno per richiamare in servizio i medici in pensione, un secondo in cui si affidano ad Azienda zero otto milioni di euro in due anni per incaricare società esterne al reclutamento di medici in tutto il mondo.
Cosa verrà fuori dal combinato disposto di tutti questi provvedimenti non è chiaro . Intanto in questi giorni l'ambasciatore cubano Jorge Luis Cepero Anguilar e la console Arasay D'Angelo Pereira saranno in Calabria per partecipare a Cosenza ad una iniziativa pubblica dal titolo “Cuba lotta e resiste contro le aggressioni imperialiste”.
L'isola caraibica si sente accerchiata e c'è chi dice che la caduta di Maduro in Venezuela segni la fine del socialismo latino-americano.

