Si riapre il confronto all'interno del centrosinistra sul nome della futura coalizione che dovrebbe riunire Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le altre forze dell'area progressista. Un dibattito che accompagna la costruzione dell'alleanza in vista dei prossimi appuntamenti politici e che, pur restando sullo sfondo rispetto ai contenuti programmatici, continua ad animare il confronto tra i leader.

A rilanciare la discussione è stato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha proposto di superare definitivamente la definizione di "Campo largo", mai realmente condivisa da tutti gli alleati, puntando sulla denominazione "Alleanza per la Costituzione e la democrazia".

La proposta ha trovato reazioni differenti all'interno della coalizione. Il co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha accolto con favore il confronto, suggerendo però una soluzione diversa. «È un po' troppo lungo e con un acronimo impronunciabile: Acd», ha osservato, avanzando l'ipotesi di "Alleanza per la pace e l'ambiente" (Apa) oppure "Alleanza per la pace e il lavoro". Bonelli ha comunque ridimensionato il peso della questione, sottolineando che «il nome della coalizione non è un problema» e che la vera priorità resta la definizione del programma condiviso.

Nel Partito Democratico, la proposta di Conte non sembra aver suscitato particolare entusiasmo, anche se il riferimento ai valori costituzionali è in linea con l'impostazione più volte ribadita dalla segretaria Elly Schlein, che ha indicato la Costituzione come punto di riferimento dell'alternativa di governo. All'interno del Pd, inoltre, non manca chi vedrebbe favorevolmente un richiamo esplicito al tema del lavoro nella futura denominazione della coalizione.

Dal fronte centrista arriva un primo via libera interlocutorio da Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico, secondo cui «un'alleanza per la Costituzione è un'ottima proposta per unire tutta la nostra coalizione», pur precisando che il confronto resta aperto ad altre possibili soluzioni. Per Onorato, tuttavia, il nodo principale resta un altro: dimostrare concretamente come i principi costituzionali possano tradursi nella vita quotidiana dei cittadini.

Non sono mancate le polemiche interne all'area moderata. L'ex ministro Vincenzo Spadafora, oggi alla guida del movimento Primavera, ha criticato il percorso avviato da Onorato, accusandolo di voler anticipare la scelta di una leadership senza un reale confronto politico. «Non sta costruendo un processo aperto, ma sta provando a imporre una leadership prima di aver aperto una discussione vera», ha dichiarato.

Dal centrodestra, invece, è arrivata l'ironica presa di posizione del leader di Azione Carlo Calenda, che ha colto l'occasione per attaccare gli avversari proponendo sarcasticamente il nome "Alleanza Populisti Antioccidentali", definendolo «più corrispondente al vero».

Al di là del dibattito sul nome, le forze del centrosinistra continuano a lavorare alla costruzione dell'alleanza politica. Il prossimo banco di prova sarà rappresentato dalle manifestazioni già programmate per l'8 luglio a Napoli e il 15 luglio a Padova, iniziative nelle quali Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra intendono presentare i primi punti del progetto comune.

Per il momento, dunque, resta aperto il rebus sulla denominazione della futura coalizione. Che si chiami ancora "Campo largo", "Alleanza per la Costituzione e la democrazia" oppure "Alleanza per la pace e l'ambiente", tutti gli alleati concordano almeno su un punto: prima del nome sarà decisivo costruire un programma condiviso capace di tenere insieme le diverse anime del centrosinistra.