L’assessore Gallo dice bene quando chiede di non criminalizzare l’agricoltura calabrese, ma il fenomeno del caporalato è da tempo ben conosciuto. Le opposizioni vanno a ranghi sciolti al consiglio di lunedì prossimo, mentre sfileranno tutti uniti sabato ad Amendolara dove è attesa anche Elly Schlein
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La vicenda dei quattro braccianti afghani arsi vivi ad Amendolara è stato un pugno nello stomaco all'agroalimentare calabrese. Un settore in questi anni reso più che mai instagrammabile, soprattutto grazie alle tante iniziative legate al vino che ne hanno fatto un comparto patinato e alla moda. Molti meno lustrini, invece, accompagnano i vari immigrati che attendono agli incroci della Ss 106, nelle piazzole, in tanti slarghi l'arrivo del caporale che ogni mattina indica chi può salire sui minivan per andare a lavorare e chi invece deve tornare domani, sperando che il giorno dopo venga scelto per spaccarsi la schiena sotto il sole per pochi euri.
L'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, ha ragione quando dice che l'episodio non deve essere strumentalizzato per criminalizzare l'agricoltura calabrese . Non fosse altro chè il fenomeno è diffuso ad ogni latitudine. Gallo dice anche che da assessore al Welfare mise in campo due progetti per smantellare la tendopoli di San Ferdinando e Rosarno, ma quei ghetti sono ancora lì, magari ridotti nelle dimensioni. Sono stati teatro anche di altri roghi, anche in quel caso mortali . Una testimonianza che nessuno oggi può dire di non sapere.
Il punto è come superare la domanda. Il presidente Roberto Occhiuto ha chiesto e ottenuto che il consiglio regionale di lunedì prossimo si occupi della questione , ma i segnali di arrivare a qualcosa di concreto sono difficili da cogliere.
L'opposizione in particolare sembra andare già in ordine sparso . Il consigliere regionale del M5S, Elisabetta Barbuto, ha depositato nuovamente la proposta di legge del suo ex capogruppo, oggi responsabile della sua struttura Davide Tavernise. Una proposta firmata anche da Katya Gentile della Lega e Giovanni Muraca del Pd per istituire un registro delle imprese agroalimentari virtuose a cui riconoscere premialità nell'assegnazione di fondi europei o regionali. Una proposta che era stata rimbalzata da Dipartimento a dipartimento, da commissione a commissione, con i dirigenti del Dipartimento agricoltura che avevano detto di non avere le risorse umane necessarie per le attività previste da una legge a costo zero. Oggi la legge viene riproposta. «Contrastare lo sfruttamento significa tutelare la vita delle persone, sostenere le imprese oneste e restituire dignità alla nostra terra. Così il Presidente e tutte le forze politiche presenti in Consiglio a dimostrare reale volontà politica. Lo strumento normativo per cambiare le cose adesso è sul tavolo: lavoriamo uniti per approvarlo subito. La Calabria ha bisogno di un modello agricolo fondato su qualità, legalità e rispetto del lavoro », ha detto la Barbuto.
Diversa è la posizione dell'europerlamentare Pasquale Tridico. «Il problema non è l'assenza di norme, quelle ci sono: dal 2016 , infatti, l'Italia dispone della legge n. 199 contro il caporalato, che punisce l'intermediazione illecita, consente la confisca dei beni e prevede strumenti di protezione per le vittime che collaborano con la giustizia - scrive in una nota - Il vero problema è far rispettare quelle norme. Nel 2024, a fronte di oltre 200 mila imprese agricole presenti nel Paese, sono state effettuate appena 4.300 ispezioni . Un dato che parla da solo e che mostra una carenza evidente nell'azione di controllo».
«Quasi 200 mila lavoratori agricoli, secondo le stime della Flai Cgil, continuano a essere esposti a fenomeni di sfruttamento e caporalato. Servono quindi più ispezioni, più risorse per l'Ispettorato Nazionale del Lavoro e una politica migratoria che non alimenti condizioni di precarietà e ricattabilità - continua l'europarlamentare - Anche a livello europeo stiamo lavorando per rafforzare le regole che impongono alle imprese di assumersi la responsabilità di ciò che accade lungo tutta la filiera produttiva. Penso alla Corporate Sustainability Due Diligence Direttiva, che richiama le aziende ai propri doveri lungo l'intera catena di approvvigionamento, fino all'ultimo lavoratore impiegato nei campi. Servire a risposte a fornire a domande semplici: chi porta il cibo sulle nostre tavole? In quali condizioni vive e lavora? Troppo spesso il prezzo più basso che troviamo sugli scaffali nasconde un costo umano che non confronta sullo scontrino , ma che qualcuno continua a pagare».
Anche il capogruppo del Pd, Ernesto Alecci, dice che il problema non è il vuoto normativo ma l'attenzione sul fenomeno. Oltre la legge nazionale sul caporalato, Alecci cita anche la legge regionale n. 9 del 2018, che all'articolo 37 prevede una serie di misure contro il caporalato. Fra queste l'introduzione del servizio di trasporto gratuito per le lavoratrici ei lavoratori agricoli che copra l'itinerario casa/lavoro; istituzione di presidi medico-sanitari mobili per assicurare interventi di prevenzione e di primo soccorso; organizzazione di servizi di distribuzione gratuita di acqua e viveri di prima necessità per lavoratori stagionali; servizi di orientamento al lavoro mediante i Centri per l'impiego ei servizi attivati dalle parti sociali, in prossimità del luogo di stazionamento dei migranti, attivazione di sportelli informativi attraverso unità mobili dotate di operatori quali mediatori linguistico-culturali, psicologi e personale competente; istituzione di corsi di lingua italiana e di formazione lavoro per i periodi successivi all'instaurazione del rapporto di lavoro agricolo. Anche questa legge venne promulgata sull'onda emotiva del rogo che uccise una giovane migrante a San Ferdinando e ferì pesantemente altre due donne . Ma di quanto previsto dalla legge è seguito ben poco.
«Come capogruppo del Pd in Consiglio regionale - dice Alecci - considero la seduta di lunedì un'occasione che non può essere sprecata. Chiederemo che dal dibattito escano impegni chiari e verificabili: un cronoprogramma preciso per l'attuazione integrale della legge regionale n. 9/2018, il rafforzamento del Tavolo regionale di contrasto al caporalato, un piano per i trasporti sicuri e per il superamento dei ghetti, un sistema stabile di alloggi dignitosi e di servizi di prossimità per i lavoratori agricoli. Alla maggioranza che governa la Regione diciamo con nettezza che non basta esprimere cordoglio né limitarsi alle dichiarazioni di principio: servivano e servono scelte, programmazione, risorse, controlli ».
«In questi anni la Calabria - conclude Alecci - ha accumulato ritardi inaccettabili nell'attuazione delle politiche sul lavoro agricolo, lasciando troppo spesso soli i sindaci, le associazioni e le organizzazioni sindacali che nei territori cercano di colmare i vuoti delle istituzioni».
Dobbiamo dire non solo la Calabria, ma più in generale il Governo nazionale visto che gli Ispettorati del Lavoro sono ridotti al lumicino e non riescono ad effettuare i controlli nelle aziende dei centri urbani figuriamoci nelle campagne.
Tutti quanti, consiglieri del Pd con in testa la segretaria nazionale Elly Schlein, Pasquale Tridico, i consiglieri del M5s si ritroveranno sabato 6 ad Amendolara per la grande manifestazione di solidarietà sull'accaduto. Lunedì ci sarà il consiglio regionale ad hoc. Martedì chissà…

