Confermate le nostre indiscrezioni: nel mirino dell’ala più progressista del gruppo consiliare del Pd di Cosenza c’era la vicesindaca Maria Locanto. Non solo, perché nelle prossime settimane anche l’assessore ai Lavori Pubblici Damiano Covelli potrebbe essere interessato dall’azione che il presidente del Consiglio Giuseppe Mazzuca, Francesco Alimena, Assunta Mascaro e Massimiliano D’Antonio hanno intenzione di portare avanti. Ieri, in esclusiva, abbiamo anticipato la mozione di sfiducia nei confronti di Francesco Graziadio, capogruppo a Palazzo dei Bruzi. 

I quattro hanno chiesto un parere alla segretaria generale Virginia Milano non essendoci una maggioranza definita. A loro è stato detto che il regolamento prevede che diventi capogruppo il consigliere con la cifra elettorale più alta. Nella fattispecie sarebbe Mazzuca che, da presidente del Consiglio, non accetterà il ruolo. Di conseguenza toccherebbe nuovamente ad Alimena. Oggi però il tiro si è alzato sensibilmente, con una presa di posizione verso la numero due della giunta Caruso, nonché presidente regionale del partito. Come per dire: “facciamo sul serio e che nessuno da Roma a Reggio Calabria sottovaluti la cosa e si tiri fuori dalla partita”. E la partita si sta polarizzando sempre di più, tra l’area più rossa del Partito Democratico e quella portata in dote dalla filiera DC-Margherita.

Fatto sta che Mazzuca, Alimena, Mascaro e D’Antonio, all’esito di una riunione, il cui scopo era quello di fare il punto sul lavoro della giunta e del Consiglio negli ultimi sei mesi, in riferimento in particolare al ruolo svolto dalla vicesindaca, hanno partorito una nota dal contenuto politico pari ad uno tsunami. «La riunione - dicono - ha evidenziato un'assoluta incapacità di coordinamento tra la rappresentanza PD in Giunta e il gruppo consiliare, la inesistenza di un ruolo capace di incidere nella politica locale, nessun risultato in relazione deleghe conferite. Inoltre, si è contestualmente preso atto che Maria Locanto ha disatteso il mandato unanime ed unitario che le era stato assegnato dal Pd cittadino al momento della indicazione al Sindaco per la nomina di vice sindaco».

Una seconda sfiducia dopo quella di Graziadio, stavolta inviata a mezzo pec non solo a Franz Caruso, ma anche al segretario regionale Nicola Irto e alla segretaria di circolo Rosi Caligiuri. «Nessuna azione amministrativa, tra quelle individuate come prioritarie è stata posta in essere, nessun risultato concreto è stato conseguito. All'inerzia gestionale si è accompagnata un'assenza politica che è risultata dannosa per il Partito Democratico in città che ha perso il ruolo di guida della coalizione» hanno tuonato.

Poi il cuore ideologico della sortita mediatica, che punge il mondo dem dove fa più male: nell’eterna contrapposizione tra post-comunisti e post-democristiani. «È stata espressa preoccupazione per il profilo eccessivamente prudente e moderato che si è impresso all'azione della rappresentanza in Giunta del partito - hanno evidenziato ancora - e si è ribadita la necessità di una svolta progressista dell'azione politica e amministrativa del PD che i sottoscritti consiglieri rivendicano con forza. In un momento così delicato per la nostra città, la più grande attenzione deve essere posta sul versante sociale e occupazionale, emergenze che richiedono il nostro massimo sforzo».

«Alla luce di ciò, riconoscendo la responsabilità e la necessità di garantire al sindaco e all'amministrazione comunale la dovuta rappresentanza all’altezza dell’impegnativo ultimo anno di attività amministrativa - concludono Mazzuca, Alimena, Mascaro e D’Antonio - si chiede al primo cittadino di valutare una sostituzione nel ruolo delicato di vicesindaco, in accordo con gli scriventi, che non si sentono allo stato rappresentati, e d'intesa con il PD cittadino e regionale».