In attesa della decisione della Prefettura, Condofuri vive giorni sospesi tra ricorsi, attese e il timore di nuove elezioni dopo lo stop alla proclamazione di Massimo Nucera, che ai nostri microfoni assicura: «Siamo fiduciosi, vogliamo amministrare il paese come i cittadini ci hanno dato la possibilità di fare»
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Condofuri aspetta. Aspetta da lunedì sera, da quando quella che doveva essere la festa della proclamazione si è improvvisamente fermata davanti alle porte del municipio. Da allora, nel piccolo centro dell’Area Grecanica, il tempo sembra essersi sospeso insieme all’elezione del nuovo sindaco.
In via Peripoli, nel pieno centro di Condofuri Marina, la sede elettorale di «Vivi Condofuri» continua ad essere attraversata da un via vai quasi continuo di persone. Entrano, chiedono notizie, cercano aggiornamenti, si fermano a parlare sottovoce. Qualcuno si avvicina direttamente a Massimo Nucera chiamandolo già «sindaco». «Sindaco, ci sono novità? Chi vi disseru?», domanda qualcuno con la naturalezza di chi considera ormai chiusa la partita uscita dalle urne.
Eppure la partita resta apertissima. Dopo la sospensione della proclamazione avvenuta lunedì, infatti, Condofuri vive giorni di attesa che sembrano non finire mai. Da una parte c’è il risultato uscito dalle urne, con la lista «Vivi Condofuri» risultata la più votata con 978 preferenze. Dall’altra c’è una vicenda amministrativa e istituzionale che, col passare delle ore, sta assumendo contorni sempre più delicati e che tiene il paese sospeso tra la possibile convalida del nuovo sindaco e lo spettro dell’annullamento delle elezioni.
Il cuore della vicenda è racchiuso nella lunga lettera firmata dall’avvocato Carmela Mafrica, presidente della I sezione e quindi dell’Adunanza dei Presidenti di seggio, inviata ai legali di Nucera e trasmessa anche alla Prefettura, alla Sottocommissione Elettorale Circondariale e agli uffici comunali. Una nota nella quale viene spiegato perché si sia deciso di interrompere la proclamazione e respingere la richiesta avanzata dai legali del candidato di procedere comunque con una proclamazione «con riserva».
Nella missiva si ricostruisce quanto avvenuto nelle ore successive allo scrutinio: durante l’Adunanza dei Presidenti sarebbe stata esaminata una comunicazione della Sottocommissione Elettorale Circondariale di Melito Porto Salvo, datata 18 maggio, relativa alla posizione giudiziaria di Nucera. Da lì la decisione di fermare la proclamazione e di ritenere non praticabile alcuna soluzione provvisoria o condizionata. Secondo quanto sostenuto nella missiva, l’organo elettorale non avrebbe alcun margine discrezionale e una eventuale proclamazione «con riserva» rappresenterebbe una forzatura non prevista dall’ordinamento. Da qui la scelta dell’Adunanza di interrompere la proclamazione una volta emersa la causa ostativa.
Ed è proprio questo il punto che, in paese, alimenta interrogativi sempre più insistenti. Perché quella nota risale al 18 maggio, quindi prima del voto. E allora la domanda che rimbalza tra piazza, bar e sede elettorale è sempre la stessa: se la situazione era già conosciuta, e quindi la stessa è realmente ostativa, perché la candidatura non è stata fermata prima delle elezioni? Perché si è arrivati fino alla proclamazione sospesa davanti a cittadini, candidati e rappresentanti di lista? Domande che, col passare dei giorni, stanno trasformando il caso Condofuri in qualcosa che va oltre la cronaca locale.
Nella sede di via Peripoli intanto si susseguono riunioni, confronti e telefonate. Entrano avvocati amministrativisti, penalisti, candidati della lista, sostenitori. C’è chi controlla continuamente il telefono aspettando notizie dalla Prefettura, chi prova a interpretare le norme, chi parla apertamente di ricorsi e possibili battaglie giudiziarie.
Ai microfoni de ilReggino.it, Massimo Nucera racconta ore vissute tra fiducia e amarezza. «Al momento ancora non abbiamo ricevuto niente da parte della Prefettura, siamo fiduciosi perché stanno studiando il nostro caso», spiega. Attorno a lui, racconta, si è mosso un pool di professionisti. «Abbiamo contattato i nostri legali, amministrativisti e penalisti, perché noi ci teniamo al paese di Condofuri e vogliamo amministrarlo come i cittadini ci hanno dato la possibilità di fare».
La sua linea resta quella della fiducia nelle istituzioni e nella possibilità che la vicenda possa trovare una soluzione positiva. «Siamo fiduciosi anche nella sensibilità del Prefetto», dice, parlando apertamente della necessità di arrivare rapidamente a una decisione. «È impossibile che un comune debba rimanere ancora commissariato dopo un’elezione del genere».
Nucera insiste soprattutto sul significato politico e popolare del voto. «Questa è una vittoria dei cittadini», ripete. E il riferimento è alla forte partecipazione registrata a Condofuri. «In un momento storico in cui l’astensionismo è ai minimi storici, qui tutte e tre le liste sono riuscite a riportare la gente alle urne. Non riesco a capire perché bisogna bloccare questa democrazia».
Parole che trovano eco anche nel comunicato diffuso in queste ore dai candidati della lista «Vivi Condofuri», che parlano apertamente di «una scelta chiara e di una volontà popolare forte» che sentono il dovere di «difendere con responsabilità». Nel documento il gruppo definisce la situazione «complessa e delicata», spiegando di voler affrontare ogni passaggio nelle sedi competenti insieme ai propri legali, evitando «ricostruzioni superficiali». Ma tra le righe emerge anche l’amarezza per una vicenda arrivata subito dopo quello che definiscono «un risultato così significativo».
Ed è forse proprio questa la sensazione che si respira maggiormente a Condofuri: quella di una festa rimasta sospesa a pochi passi dal traguardo. Nel paese, e non solo, si parla solo di questo. In molti attendono aggiornamenti davanti ai telefoni, altri si fermano direttamente nella sede elettorale per capire se ci siano novità. Qualcuno continua a chiamare Nucera «sindaco», quasi come se il voto avesse già chiuso ogni discussione. Altri invece temono che tutto possa finire davanti ai tribunali amministrativi o addirittura con un nuovo ritorno alle urne.
Uno scenario che lo stesso Nucera dice di essere pronto ad affrontare. «Utilizzeremo tutte le strade legali possibili», afferma. E se dovesse arrivare l’annullamento della tornata elettorale ed un nuovo commissariamento, assicura che il gruppo sarebbe pronto a ripartire. «La sede resterà aperta fino al prossimo anno e ricominceremo la campagna elettorale».
Dai nostri microfoni Nucera dedica un pensiero ai candidati della sua lista. «Mi ritrovo questa situazione sulle spalle, è un peso gigantesco», dice. Poi aggiunge: «Chiedo scusa pubblicamente se è successo questo, perché io non credevo di arrivare a questa situazione».
Sul caso è intervenuto tramite i social anche l’ex deputato ed ex assessore regionale Saverio Zavettieri, già sindaco di Bova Marina, che parla apertamente di una «vicenda kafkiana». Anche il suo ragionamento parte dallo stesso interrogativo che ormai attraversa Condofuri da giorni: tutti sapevano e nessuno avrebbe fermato la candidatura prima del voto. Zavettieri ribadisce la delicatezza della situazione, parlando di una comunità già segnata da anni difficili che si ritrova ancora una volta sospesa dentro un limbo amministrativo proprio nel momento in cui aveva ritrovato una guida politica scelta democraticamente.
Parole che hanno ulteriormente acceso il dibattito attorno a una vicenda che continua a rimanere senza una risposta definitiva. Da lunedì a oggi, infatti, nessuna decisione ufficiale è ancora arrivata dalla Prefettura. Ed è proprio questo silenzio, ora dopo ora, ad alimentare la sensazione di un paese fermo in attesa di conoscere il proprio destino amministrativo.



