L’ex premier parla di futuro, lavoro e ordine internazionale e denuncia i «doppi standard» sulle sanzioni a Russia e Israele
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Un intervento forte e chiaro quello di Conte a Cerisano. L’ex presidente del Consiglio ha duramente criticato lo spirito del riarmo che gira per l’Europa. Mentre sarebbe l’ora di una politica di pace.
Le armi non garantiscono la pace perché tutti si riarmano, mentre la politica della sicurezza deve essere cooperativa. «Noi siamo pacifisti, ma non antimilitaristi. Noi siamo per una politica comune europea per la pace e la difesa. Definirsi pacifisti non significa rinunciare all’esercito e alla politica di difesa».
Giuseppe Conte ha parlato di crescita e di sviluppo, della necessità di costruire un mondo nuovo per i nostri figli e i nostri nipoti. E ha criticato di politica di riarmo come un errore, uno spreco di risorse: «Noi abbiamo bisogno di uomini dell’avvenire, come diceva Aldo Moro. Quando si realizzerà il piano di riarmo, distruggeremo il mercato comune europeo: questo perché sarà concesso di usare i fondi dell’Unione, cosa che alcuni Paesi, come Germania e Polonia, stanno già facendo».
«Abbiamo in Italia un governo di estrema destra, come lo chiamano in Europa, altro che destra moderna. Dopo 4 anni di governo sono fallite tutte le riforme promesse»
E su Vannacci: “È il figlio delle promesse tradite di Meloni”. Ma Conte ne ha anche per la sinistra, che ha «dismesso l’analisi critica del capitalismo. Questo ha portato a una realtà in cui un potere oligarchico si arricchisce sulle nostre vite, tramite i social, tramite Internet, e che non accettano nessun potere regolatorio. I primi tre fondi di investimento sono tutti e tre statunitensi - continua - e si arricchiscono in modo esponenziale, davanti a una politica ancillare, inginocchiata a questo mondo».
E il futuro, spiega Conte, non è affatto roseo: «I nostri figli, i nostri nipoti, non avranno la possibilità di lavorare come abbiamo fatto noi, di avere un posto fisso, come abbiamo potuto fare noi. Per restituire ai nostri figli e nipoti il futuro, serve mandare a casa questo Governo: sono sfide che fanno rabbrividire - aggiunge l’ex presidente del Consiglio - e avendo governato lo so, così come so che è per questo che sono fortemente preoccupato. Ma se noi non ripristiniamo l’ordine internazionale e se noi non la smettiamo di usare doppi standard la situazione si fa dura».
E a proposito di doppi standard: «Il fatto che ci siano sanzioni per la Russia e non per Israele, che sta perpetrando un genocidio ai danni dell popolo palestinese è una vergogna». E poi conclude: «Ora è il tempo di cambiare. Ora tocca a noi»

