La capogruppo del Movimento 5 Stelle invita a non trasformare il ritorno alla gestione ordinaria in una celebrazione: «Liste d'attesa, pronto soccorso in crisi e migrazione sanitaria dimostrano che i problemi restano tutti»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
La fine del commissariamento della sanità calabrese continua ad alimentare il confronto politico. Sull'annuncio del ritorno alla gestione ordinaria interviene la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, che invita a non confondere la conclusione del regime straordinario con la risoluzione delle criticità che continuano a interessare il sistema sanitario regionale.
L'intervento di Elisa Scutellà
«Il commissariamento della sanità calabrese non è stato un incidente di percorso. È stato il simbolo del fallimento della politica regionale, senza distinzioni di colore politico.
La sua conclusione non rappresenta, di per sé, la soluzione dei problemi della sanità calabrese. Segna semplicemente il ritorno alla piena responsabilità della politica regionale. Nulla di più.
Per questo sorprende il clima di celebrazione che si è voluto costruire attorno a questa decisione.
La realtà che vivono ogni giorno i cittadini racconta ben altro: liste d'attesa fuori controllo, migrazione sanitaria verso altre regioni, carenza cronica di personale, pronto soccorso al collasso e interi territori privi di un'assistenza adeguata.
È difficile condividere tanto entusiasmo quando la stessa classe dirigente che oggi rivendica una presunta svolta porta sulle spalle anni di scelte che hanno contribuito ad aggravare la crisi del sistema sanitario: chiusura di ospedali, depotenziamento dei presìdi territoriali e progressivo smantellamento della medicina di prossimità.
E allora una domanda è inevitabile: perché il presidente Occhiuto considera la fine del commissariamento una vittoria da celebrare? Perché arriva perfino ad attaccare le opposizioni, quando i problemi che hanno reso necessario il commissariamento sono ancora sotto gli occhi di tutti?
Noi saremo i primi a festeggiare quando i calabresi non saranno più costretti ad aspettare mesi per una visita specialistica, quando i pronto soccorso non saranno più congestionati, quando nessuno dovrà lasciare la Calabria per curarsi e quando il diritto alla salute sarà finalmente garantito in modo uniforme su tutto il territorio.
Fino ad allora, più che ai festeggiamenti, crediamo servano serietà, responsabilità e risultati concreti».


