Oggi è in programma il confronto tra il sindaco e i partiti della coalizione. Ecco chi rischia il posto in Giunta: tutti i nodi politici in vista delle elezioni
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C’è un’immagine che più di tutte racconta la fase politica che attraversa Palazzo De Nobili: il centrodestra “si finge morto”. Un’espressione che nel gergo politico indica una strategia attendista, fatta di silenzi studiati, di mimetismo tattico, di apparente immobilità per lasciare che siano gli avversari a consumarsi. Si chiama strategia “play dead” , la stessa suggerita ai Democratici americani all’indomani della netta vittoria di Donald Trump, da James Carville. In biologia si definisce tanatosi, ed è una strategia di sopravvivenza utilizzata da molti animali per evitare di essere predati. Consiste nel simulare la morte, rimanendo immobili e apparentemente privi di vita, per spaventare o confondere il predatore. In politica, invece, tale espressione è utilizzata con l’obiettivo di non reagire alle politiche del proprio avversario e prevede sostanzialmente di stare seduti ad attendere che, in questo caso gli esponenti del centrosinistra catanzarese, si autodistruggano.
Dopo la crisi a Palazzo De Nobili e la mancata spallata al sindaco Nicola Fiorita che avrebbe dovuto riportare Catanzaro al voto già a maggio – la coalizione di opposizione ha scelto questa linea. Le rivendicazioni sulla primogenitura del nome del candidato a sindaco restano confinate nelle stanze chiuse della politica regionale senza nemmeno balzare sui tavoli romani. Si lavora alle Provinciali. Nessun documento che vola nelle chat, nessuna nota che finisce puntualmente nelle redazioni. Silenzio. Decantazione. Attesa.
Il centrosinistra, invece, fedele alla sua natura, fa l’opposto: parla, scrive, puntualizza. I documenti circolano, le posizioni si cristallizzano nero su bianco. Oggi è in programma il confronto tra il sindaco e i partiti della coalizione. Sinistra Italiana che da poco si è strutturata in città con la segreteria affidata all’avvocata Fabiola Scozia che ha accolto molti degli esponenti storici della sinistra cittadina, è pronta ad avanzare le proprie rivendicazioni per lo più sul piano politico, vale a dire reclamando maggior coinvolgimento nelle scelte ma non posti in giunta. Il partito di Fratoianni, infatti, già esprime il presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco. Al tavolo ci saranno anche Psi e M5s. Mentre è nel Pd che voleranno gli stracci. Da giorni, infatti, nei corridoi della politica è la vicesindaca Giusy Iemma la principale indiziata a “subire” gli effetti politici della nuova e conclusiva fase amministrativa. A pesare come un macigno, infatti, è il legame politico tra Iemma e Fabio Celia, l’ex capogruppo del Pd oggi al Misto, tra più strenui oppositori di Fiorita.
Dovrebbero dormire sonni tranquilli gli assessori diretta espressione del sindaco: Donatella Monteverdi, Pasquale Squillace, Giuliana Furrer e Nunzio Belcaro (nonostante le forti polemiche per i fondi persi sul “Dopo di Noi”); e l’assessora all’ambiente Irene Colosimo espressione in giunta del Pd area Schlein. Più complicata la situazione per i due “tecnici” Luisa La Cava e Vincenzo Costantino: senza coperture politiche il rischio di un avvicendamento è realistico. Tuttavia su Costantino, una parte del Pd proverà ad alzare le barricate anche in considerazione della candidatura dell’assessore al Turismo nella lista dei Democratici e Progressisti alla passate regionali. Intanto l’appuntamento in Consiglio comunale è atteso entro il 10 di marzo. L’assise sarà chiamata ad esprimersi sul Bilancio, e dal voto in aula si delinerà definitivamente il perimetro dalla maggioranza che guida il comune. Il Governo ha prorogato alla fine di aprile la scadenza per l’approvazione del documento contabile per i comuni colpiti dal ciclone Harry ma l’amministrazione non sembra affatto intenzionata ad approfittarne. Si procede spediti. Portato a casa il voto sul bilancio, rispetto al quale saranno ancora una volta decisivi i consiglieri del Misto di area centrodestra, il sindaco dovrà scegliere se procedere subito al rimpasto oppure attendere la fine del mese, precisamente dopo il 28 marzo, quando è in programma il voto per il rinnovo del Consiglio provinciale che potrebbe mutare ulteriormente gli equilibri politici.
Ma se davvero si è aperta una “nuova fase”, all’amministrazione in carica servirà un cambio di passo: meno mediazioni e più scelte politiche. E poi saranno i catanzaresi a decidere.




